Emergenza inquinamento allo Scalo: superati i limiti massimi di ozono nell'aria

I dati allarmanti del dossier di Legambiente, basato sulle registrazioni delle centraline Arpa, e i rischi per la salute

C’è anche Chieti tra le città italiane che hanno registrato il superamento dei limiti giornalieri di ozono nel corso del 2019. In particolare, per 45 giorni, le centraline Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) installate allo Scalo hanno registrato valori allarmanti, mentre i limiti previsti sono di 25 giorni nell’anno solare.

Il dato è contenuto nell’ultimo dossier di Legambiente “Mal’aria di città 2020”, uscito oggi. Un report doveroso considerato che, come sottolinea l’associazione ambientalista, l’inquinamento atmosferico causa più di 60 mila morti in Italia ogni anno. Un danno, oltre che per la salute, economico, considerati i costi sanitari che determinano malattie, cure, visite, giorni di lavoro persi. Solo nel nostro Paese, si tratta di una spesa tra i 47 e i 142 miliardi ogni anno.

Quello di Chieti è il dato peggiore d’Abruzzo: tra le città che hanno superato almeno uno dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 o per l’ozono nel 2019, infatti, compare anche Pescara, dove però i valori allarmanti si sono registrati solo in 34 giorni.

Ma di cosa si parla e perché l’ozono è considerato pericoloso per la salute umana? “L’ozono troposferico - si legge nel dossier di Legambiente - è un gas che si forma d’estate, principalmente nelle zone rurali, attraverso reazioni chimiche di gas precursori come gli ossidi d’azoto e i composti organici volatili. Dopo le polveri sottili, l’ozono è l’inquinante atmosferico che per tossicità e per i livelli di concentrazione che possono essere raggiunti incide maggiormente sulla salute umana. Sono infatti oltre 15mila in Europa le morti premature riconducibili alle elevate concentrazioni di questo gas di cui 3 mila solo in Italia che rappresenta una delle zone più critiche a livello continentale”.

A causarne la formazione sono perlopiù processi industriali che rilasciano vapori di solventi in atmosfera, ad esempio i processi industriali che comportano una fase di verniciatura dei materiali, oppure la circolazione stradale, soprattutto di ciclomotori.

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I dati, di cui non sono stati diffusi i valori precedenti al 2019, costituiscono una fotografia significativa alla luce del fatto che, da anni, i cittadini di Chieti e dello Scalo in particolare, oltre alle associazioni e ad alcuni movimenti politici, chiedono massima attenzione sulla qualità dell'aria in città per fare chiarezza sull'insorgenza di malattie. 

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