Fiera agricoltura Lanciano, raccolta firme contro il "cibo anonimo"

L'inizitiva "eat original" promossa da Coldiretti ha raccolto diecimila adesioni in abruzzo

La petizione “Eat original: unmask your food” (stop al cibo anonimo) approda alla Fiera dell’agricoltura di Lanciano, prevista dal 5 al 7 aprile. L’iniziativa promossa da Coldiretti insieme ad altre nove associazioni ha lo scopo di convincere l’Europa ad estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. 

Un' azione che Coldiretti ritiene indispensabile per il futuro dell’agricoltura di qualità e della trasparenza richiesta dai consumatori e che, in pochi mesi, è stata appoggiata da oltre diecimila abruzzesi. 
In occasione della Fiera dell’agricoltura di Lanciano verrà donato il “palloncino della trasparenza” ad ogni consumatore che appoggerà con la sua firma l’iniziativa confermando la grande attenzione degli italiani alla provenienza della materia prima e trasformata.

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“L’etichettatura di origine obbligatoria degli alimenti è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia – spiega Coldiretti Abruzzo - Da allora molti passi in avanti sono stati compiuti ma resta l’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Per spingere l’Unione Europea a completare il percorso è nato nei mesi scorsi – spiega la Coldiretti – un fronte europeo per la trasparenza in etichetta con la raccolta di un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione. L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo”.

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