Segnalarono al rettore il prof assenteista: gli studenti di fisioterapia fanno chiarezza

I 29 firmatari della segnalazione al rettore Caputi inviano una nota stampa per puntualizzare le loro ragioni su quanto sta accadendo alla d'Annunzio ma non svelano la lettera

Si firmano "alcuni studenti del CdL in Fisioterapia dell'UdA" e chiedono di "evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni che potrebbero portare all'alterazione della genuinità delle nostre segnalazioni" i protagonisti, almeno presunti, della segnalazione che riguarda un docente dell'ateneo d'Annunzio il quale, sempre secondo quanto sostengono i fantomatici studenti, non si sarebbe presentato a lezione per un lungo periodo di tempo.

"Fantomatici" studenti perché, a parte un comunicato stampa in cui mirano a fare chiarezza su quanto riportato sulla vicenda dalla stampa negli ultimi mesi, non precisano in maniera chiara e inequivocabile l'intero contenuto della loro lettera al magnifico rettore Sergio Caputi, che tra l'altro non vogliono mostrare, non consentendo così il giusto approfondimento della vicenda che, a loro dire, è stato trattato giornalisticamente in maniera non adeguata. 

Nella nota stampa proveniente da un indirizzo di posta elettronica creato ad hoc, senza alcuna possibilità di contatto, gli studenti veri o presunti spiegano che 

la segnalazione (e non denuncia all'autorità giudiziaria, come più volte riportato dalla stampa) indirizzata al rettore è stata inoltrata in seguito ai vani tentativi da noi effettuati di affrontare con docenti, coordinatori, associazioni di categoria e rappresentanze studentesche le questioni a noi dubbie.

Non la riteniamo una forma di pedanteria, ma un modo per dare il giusto peso alla voce degli studenti del CdL in Fisioterapia dell'Università Gabriele d'Annunzio ed evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni che potrebbero portare all'alterazione della genuinità delle nostre segnalazioni; queste ultime volte esclusivamente a migliorare la qualità della didattica di una università libera e trasparente come la nostra.

Gli aspiranti fisioterapisti tacciano 

la maggior parte degli articoli di giornale pubblicati sulle vicende del nostro corso di laurea, oltre ad essere spesso imprecisi e incompleti, focalizzano la loro attenzione su di un presunto mancato operato dell'attuale presidente di corso. Dalla lettura della stampa cartacea e digitale non si evince però che questo è stato soltanto uno dei molteplici problemi da noi sollevati all'interno della lettera consegnata al rettore (presunte irregolarità durante le ore di tirocinio o nello svolgimento di prove d'esame, giusto per richiamarne alcuni); non vorremmo mai che questo aspetto possa in qualche modo offuscare l'attenzione degli organi preposti a far luce su questo caso in tutte le sue sfaccettature.

Riteniamo altresì indecoroso venire additati come degli studenti che agirebbero biecamente per il loro tornaconto personale scagliandosi contro una specifica persona ritenendola causa unica di tutti i disguidi verificatisi. Ci teniamo inoltre a sottolineare che, nella promozione di questa azione, non ci siamo ad oggi mai rivolti direttamente ad alcun giornalista; questo è il nostro primo comunicato che affidiamo volontariamente alla stampa.

Per ovvi motivi, hanno chiesto al rettore di conservare la doverosa riservatezza sulle 29 firme che hanno sottoscritto la lettera, 

al fine di evitare eventuali ripercussioni sulla nostra attuale carriera universitaria e futura lavorativa. Riteniamo questa scelta giustamente motivata, anche in relazione ai successivi tentativi di venirne in possesso da parte dell'interessato; a nostro avviso sarebbe più saggio prendere visione dei registri di presenza dei vari insegnamenti, che attestano la nostra presenza obbligatoria e l'eventuale presenza del docente che dovrebbe a sua volta attestare la presenza degli studenti.

A chi ha parlato di "assenteismo" del professore in questione, puntualizzano: 

Lungi da noi la volontà di lanciare un j'accuse ideologico sull'assenteismo nel pubblico impiego.

e forniscono una serie di riferimenti normativi, fra cui il regolamento didattico di ateneo e lo Statuto dei diritti e dei doveri degli studneti unviersitari del Miur, concludendo con una richiesta al docente: 

Facciamo fatica a comprendere come un professore ordinario di così alta levatura ignori i doveri a lui spettanti, ma non l'intensa attività medica e di ricerca e pertanto ci auguriamo vivamente che il docente stesso ne prenda atto e vi ponga rimedio.

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