"Il colore della noia" in scena al teatro della casa circondariale di Chieti

Un lavoro di pedagogia teatrale realizzato assieme a dodici detenuti-attori

"ll colore della noia": è il titolo della mise en space realizzata da dodici detenuti-attori per due giornate, il 6 ed il 7 dicembre, nel teatro della casa circondariale di Chieti, e che nasce da un percorso trattamentale fondato sull'approccio artistico-teatrale realizzato in collaborazione con l'associazione "Didattica Teatrale" di Serenella Di Michele, la Fondazione Tiboni ed il Mediamuseum di Pescara.

Il lavoro realizzato è stato costruito con le persone detenute che sono co-autori dei testi messi in scena. Sul palco le speranze, i dolori, la vita in carcere, il pensiero a chi sta fuori e soprattutto, la ricerca di senso, di significato e di valore alle giornate che scorrono sotto lo sguardo incalzante di un nemico strisciante dell'essere umano, la noia.

Lo spettacolo è andato in scena venerdì davanti a 120 studenti universitari di Scienze Pedagogiche e di Sociologia e Criminologia, condotti dalla professoressa Luana Di Profio, che da anni collabora con l'area trattamentale della casa circondariale di Chieti.

Sabato 7 dicembre, alle ore 16, invece assisteranno al lavoro ospiti e collaboratori della casa circondariale, le altre persone detenute e il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Maria Rosaria Parruti.

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