A Roccamontepiano si rinnova la tradizione di Sant'Antonio Abate

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
    Roccamontepiano
  • Quando
    Dal 16/01/2019 al 16/01/2019
    Dalle 17.30
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Mercoledì 16 gennaio, dalle ore 17.30, a Roccamontepiano, in contrada Terranova, si rinnova la tradizione di Sant'Antonio Abate, con le rappresentazioni teatrali di strada e i fasci di canne incendiate per il santo eremita. A partire dal primo pomeriggio di lunedì 14 gennaio, su tutto il territorio pedemontano della Majelletta prende vita una delle manifestazioni più sentite della tradizione popolare abruzzese. Insomma il Sant'Antonio appartiene a una grande comunità che in fondo è  quella abruzzese. In questi giorni i paesi che si adagiano ai piedi della Majella vedono arrivare numerosi visitatori e curiosi proprio dai centri urbani più grandi, sempre alla ricerca di ciò che genuinamente porta allegria e divertimento. È il caso di Roccamontepiano, Casacanditella, Pretoro, Casalincontrada con varie tradizioni, sfilata dei carri, rappresentazioni allegoriche della vita del santo.
Ma è senza ombra di dubbio Fara Filiorum Petri la vera e propria capitale della "Farchie". Da questo paese le tradizionali farchie si sono diffuse anche nei paesi limitrofi per onorare il santo egiziano che, secondo la leggenda, è il protettore degli animali e custode del fuoco. A Fara la leggenda vuole che proprio Sant'Antonio Abate fermò l'avanzata francese nel 1799 incendiando grandi querce in località la Selva.

Insomma, le farchie accompagnano la vita delle contrade del paese della Majella, l'utile occasione, oltre che per ringraziare il santo, un modo per incontrasi, bere, mangiare, cantare e stare in allegria riscoprendo il valore genuino della vita dei borghi abruzzesi.
A Roccamontepiano, la tradizione si rinnova con quella del "Sant'Antonie" rappresentazione teatrale della vita del santo. Tutto si svolge attorno a un fuoco sacro acceso in mezzo all'aia della contrada. Ritenuto il protettore degli animali, le festività abruzzesi legate al suo nome sono accomunate da alcuni elementi comuni come il fuoco, i canti di questua, i balli, il vino e la gastronomia offerta agli ospiti. In contrada Terranova, l’appuntamento è alle ore 17.30, seguita benedizione del parroco padre Schino ed accensione della farchia intorno alle 19.

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