A Chieti la presentazione di una delle opere fondamentali di Alessandro Valignano

Martedì 17 maggio a Palazzo de' Mayo a Chieti, verrà presentato alle ore 16,30 il volume: il Dialogo sulla missione degli ambasciatori giapponesi alla curia romana e sulle cose osservate in Europa e durante tutto il viaggio, la traduzione commentata di una delle più importanti tra le opere attribuite all'illustre teatino, padre Alessandro Valignano, pubblicato dall'editore Olschki di Firenze con il contributo dell'associazione "Noi del G.B. Vico".

 Saluti introduttivi: Avv. Stefano Marchionno (Noi del G.B. Vico), Mons Bruno Forte (Arcivescovo diocesi di Chieti-Vasto), Avv. Pasquale Di Frischia (Pres. Fondazione Carichieti). Interventi: Adolfo Tamburello (Università l'Orientale, Napoli), Franco Mazzei (Università l'Orientale, Napoli), Irene Fosi (Università D'Annunzio, Chieti-Pescara), Giovanni Pizzorusso (Universiità D'Annunzio, Chieti-Pescara), Stefano Panara (La Repubblica, moderatore). Intermezzo musicale: Mario Canci e Fabio D'Orazio (Collegium Arniense).

L'opera, originariamente scritta in latino e conosciuta anche col titolo abbreviato di De Missione, è il resoconto dettagliato, scritto in forma di dialogo, del viaggio in Europa di una delegazione formata da quattro giovani nobili giapponesi, parenti di feudatari legati alle missioni che la Compagnia di Gesù aveva costituito in Giappone soprattutto nella zona dell'attuale Kyushu. Valignano voleva che ci fossero dei testimoni oculari che potessero raccontare in prima persona, una volta tornati in Giappone, delle grandezze della cristianità e sfatare le voci che sostenevano che i Gesuiti erano giunti nel Paese per cercare maggiore fortuna di quanta ne avessero in madrepatria. Il portare i quattro giovani giapponesi (e i loro accompagnatori), che partirono da Nagasaki nel febbraio del 1582, alla corte del re di Spagna e Portogallo, dal papa e in importanti città italiane aveva anche lo scopo di mostrare a una nascente opinione pubblica, che si andava formando con la diffusione della stampa, e ai finanziatori della Compagnia la prova tangibile dei successi delle missioni in Asia. Alessandro Valignano non può accompagnare i giovani giapponesi in Europa, ma quando si riunisce a loro a Goa in India e esamina gli appunti che i ragazzi sotto sua indicazione avevano preso durante il viaggio, decide che, riscritti in latino, potevano essere un utile compendio della storia e dei costumi europei e anche un testo su cui poter esercitare il latino stesso per gli studenti dei seminari giapponesi. Il lavoro di rielaborazione degli appunti è anche un lavoro di riscrittura di un team guidato dallo stesso Valignano che coordina e cura ogni aspetto dell'opera. L'elaborazione del testo latino è affidato a un valente umanista, gesuita portoghese della missione di Macao, padre Duarte De Sande. Un'opera interessantissima e ricca di notizie sull'Europa dell'epoca e che ha la particolarità di essere una sorta di specchio della cultura europea che guarda sé stessa con gli occhi dell' "altro", rappresentato dai quattro giovani giapponesi, che discutono e confrontano ciò che hanno avuto modo di vedere e vivere durante il loro viaggio con il loro "mondo", quello di un Giappone alle soglie dell'era moderna. Il bel volume, una lettura impegnativa, ma di estremo interesse, apre un importante capitolo nel lavoro di promozione e diffusione della conoscenza di Valignano, un gigante del Rinascimento, che da un po' di anni, soprattutto grazie alle risorse impiegate da istituzioni della città di Chieti, sta iniziando a ricevere la dovuta attenzione anche in Italia. Si deve in larga misura proprio alla curatrice, la prof.ssa Marisa Di Russo, una profonda conoscitrice del Giappone, dove ha insegnato per molti anni, un lavoro costante nella promozione delle iniziative legate alla figura del grande teatino. Iniziative sostenute generosamente dalla Fondazione Carichieti, prima che gli eventi successivi, che tutti conosciamo, ne minassero le possibilità di intervenire positivamente nello sviluppo del tessuto culturale della nostra regione. Il convegno internazionale del 2006 in occasione dei 400 anni della morte di Valignano, il volume con gli atti del convegno stesso, la ristampa anastatica della vita di Valignano scritta dal nipote Ferrante e la fondazione del Centro Internazionale Alessandro Valignano in collaborazione con l'Università D'Annunzio sono tra le iniziative più importanti tra quelle intraprese. E' doveroso segnalare in questa occasione anche l'attenzione e l'impegno profusi dalla Di Russo nell'aiutare i comuni di Chieti e Minamishimabara nel consolidamento del loro percorso di amicizia in nome di Valignano, che nel porto della città approdò per la prima volta in Giappone nel 1579. Se consideriamo che la Fondazione Carichieti nel 2012 fece dono alla città di Minamishimabara del busto dell'illustre teatino, si può dire che le iniziative messe in campo non si sono limitate al nostro territorio ma si sono estese anche in Giappone. La pubblicazione del De Missione arriva quindi a coronamento di un lungo percorso di attività, e questo prestigioso volume pubblicato da Olschki di Firenze con l'elegante traduzione di Pia Assunta Airoldi e l'accurato commento della stessa Marisa di Russo costituisce un'opera fondamentale per chi voglia conoscere meglio vita, opera e pensiero di Alessandro Valignano. Da segnalare a questo proposito oltre alla postfazione, le tavole cronologiche e le bellissime illustrazioni. Un riconoscimento speciale va fatto all'associazione noi del G.B. Vico e alla famiglia Angeloni che, venuto a mancare il sostegno della Fondazione Carichieti hanno consentito, con il loro generoso supporto, che questo importante lavoro vedesse la luce.

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