Daniele Baldelli e Fabrizio Mammarella fanno ballare a Palazzo Lepri dopo la cena della chef Alessandra Di Paolo

Venerdi 9 Agosto Ballo al Palazzo Lepri presenta il suo secondo e ultimo evento estivo aprendo gli spazi all’aperto dello storico edificio al centro di Chieti, nel “Il Giardino” con Daniele Baldelli, icona della Baia Degli Angeli e del Cosmic, e Fabrizio Mammarella, alfiere del nuovo suono dance italiano. Sulla “Terrazza”, invece, sarà servita la cena a cura di Alessandra Di Paolo, ascoltando suoni funk/ balearici proposti da Marco Cec e Romeo Tucci. Dalle ore 20 ci sarà “La Cena del Cosmic”
 e dalle 23 i dj. Per info e prenotazioni: 339 8849631, 333 6771821, balloalpalazzolepri@gmail.com.

Il costo di partecipazione è di 35 euro per cena e ballo; solo per il ballo 15 euro, drink incluso.

La cena sarà a cura della chef Alessandra Di Paolo.
 Dopo aver terminato il suo percorso di studi nella scuola Romito, ha mosso i primi passi nel campo della ristorazione accanto alla chef Stefania Di Pasquo, anch’essa allieva dello chef Romito. Successivamente ha partecipato all’Expo Milano 2015 e alla 5 edizione della settimana della cucina italiana in Brasile, a Sao Paulo. Da lì, per 4 anni, è stata al timone della cucina del ristorante Borgotufi - Ocrà, nell’ albergo diffuso Borgotufi, a Castel Del Giudice.

Dj, produttore e fondatore dello storico locale Cosmic, Daniele Baldelli è uno degli inventori dello stile afro/cosmic; attivo dagli anni anni '70 Daniele è un'istituzione del DJing in Italia.

Il dj per antonomasia, il padre di tutti i miscelatori musicali nati nello stivale e non solo.Daniele Baldelli ha segnato la nascita della club culture italiana, una vera e propria istituzione delle consolle del nostro paese.
Il contributo di Baldelli allo sviluppo del djing in Italia è stato fondamentale e precursore dei tempi. Ha iniziato giovanissimo ed è sempre stato un passo avanti a molti. Basti pensare che, fin da quando l'evoluzione delle discoteche italiane era in fase di brodo primordiale, lui già mixava vinili in un locale, e senza manco avere un mixer.

Era il 1969, e lui era già il metti dischi del Tana Club di Cattolica, un locale nato sul modello delle discoteque francesi. Metti dischi perché la parola disc jockey non era ancora entrata nell'uso comune. Come già sottolineato, all'epoca, manco esistevano i mixer e non c'era nemmeno il pre- ascolto in cuffia, Baldelli mixava utilizzando soli i due giradischi, abbassando il volume di uno per alzare man mano quello dell'altro. I vinili e l'ordine in cui avrebbe dovuto metterli li decideva il gestore.

Poi, nel 1970, Baldelli è passato al Tabù, sempre a Cattolica. Suonava le hit europee e i pezzi soul, rnb e funky degli States, che andava a compare all'estero, per esempio a Lugano o a Parigi, perché in Italia non venivano neanche ancora distribuiti nei negozi.
Nel 1977 Tom Sison e Bob Day gli lasciano in eredità la consolle della Baia degli Angeli di Gabicce, la discoteca che era da poco diventata il faro delle folli notti della riviera romagnola, un locale che ha fatto storia. Baldelli vi suonava in un ascensore trasparente che faceva la spola tra i vari dancefloor situati su livelli diversi o in una cabina posta su un braccio meccanico che si muoveva su e giù tra i piani. La Baia era all'avanguardia, c'erano i mixer, i pezzi si potevano pre-ascoltare e reperire i dischi made in Usa era diventato molto più semplice: Baldelli ne era diventato il re insieme a dj Mozart.

Ma il periodo aureo di Baldelli è arrivato nel 1979, quando è diventato resident dj del Cosmic di Lazise Verona sul Garda, un altro locale avveniristico divenuto un mito, soprattutto grazie a lui.
Il suono spinto nel club da Baldelli, impropriamente conosciuto come Afro, è stato così originale e caratteristico da aver dato vita a un nuovo genere internazionalmente riconosciuto: il Cosmic Sound, che prende appunto il nome dalla discoteca stessa. I dj set erano un'eclettica commistione di vari generi tra cui musica afro, brasiliana, tribal, dub, funky, disco, reggae, fusion, classica e jazz in cui finivano, sapientemente mixati, anche pezzi di elettronica occidentale come quelli dei Kraftewerk e dei Depeche Mode.

Baldelli, sempre sul pezzo, oltre ad aver dato i natali a un genere, aveva introdotto in Italia i live set già a inizio anni '80. Accompagnava i dischi sui piatti con drum machine, tastiere e synth. Spesso usava lo stesso equalizzatore come strumento musicale per modificare le frequenze dei suoni e manipolare le tracce.

Fabrizio Mammarella è tra gli interpreti più personali della nuova ondata di producer e dj che stanno rianimando le platee dei dancefloor di mezzo mondo, partendo dall'Italia.
È l'alfiere del nuovo suono italo che proietta nel terzo millennio le idee migliori del secolo scorso aggiungendo nuovi colori, nuove sfumature a un quadro che sembrava già finito, confinato in una dimensione ben precisa.

E invece, Fabrizio Mammarella porta il discorso al livello successivo, tracciando al tempo stesso una linea di continuità con gli anni in cui il dancefloor esplodeva grazie ai Moroder, ai Baldelli, agli Alexander Robotnick, alle discoteche che tra i '70 e gli '80 risvegliavano l'Italia, che nei '90 incendiarono la riviera romagnola. Questa è la nuova era, Mammarella il capitano – oltre a una serie di luogotenenti tra cui il romano Rodion, con cui collabora.

Musicista in CLAP RULES e nel progetto Telespazio, producer in solo e con Lauer nell'associazione a delinquere Black Spuma, discografico (Slow Motion, solo roba italiana, con relativa sub label Wrong Era di più recenti natali; in entrambi i nomi le dichiarazioni di intenti), prima di tutto dj. In ogni incarnazione, sempre alla base la stessa missione: ridisegnare i confini della musica dance.

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