Ufficio Tecnico Comunale bloccato: la proposta di IdeAbruzzo

Il segretario Iacobucci sui precari del Comune di Chieti e sulle vicende che in questi periodi stanno martoriando il tessuto sociale ed economico della città e della provincia intera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La problematica dei precari del Comune di Chieti così come la vicenda di Teatervizi e tutte le altre che in questi periodi stanno martoriando il tessuto sociale ed economico di Chieti e della provincia intera  ci vede al fianco dei lavoratori, delle aziende serie e di tutti coloro che vivono questi momenti negativi.

Nello specifico dei precari del Comune di Chieti il motivo di attenzione, specialmente per quel che si genera dalla mancanza di personale nell’Ufficio Tecnico Comunale, ci allarma doppiamente.

L’Ufficio attraverso il quale vengono rilasciate le autorizzazioni per i lavori edili sul territorio comunale è bloccato dalla mancanza di personale. Pare vi sono pratiche addirittura risalenti al 2010 e pare che molti cittadini stiano o abbiano già inoltrato diffida al Comune stesso per ricevere le tanto agognate autorizzazioni all’esecuzione dei lavori edili.

Il blocco di questo ufficio inasprisce la crisi del settore edile su Chieti per il fatto che sono molte le imprese che aspettano di poter dare inizio a lavori anche di manutenzione che senza le necessarie autorizzazioni non possono essere cantierati.

Pare si sia ventilato una sorta di “silenzio assenso” con il quale concedere in via preliminare queste autorizzazioni per le richieste giacenti con possibilità di verifica in secondo tempo.

Noi riteniamo che oltre al danno già subito dai cittadini e dalle imprese del settore, si potrebbe, in seguito, aggiungere la beffa in fase di verifica postuma e tra l’altro queste verifiche postume in ogni caso dovrebbero impegnare personale e quindi la proposta, se attuata, avrebbe il sapore di uno spostamento nel tempo per la risoluzione del problema e quindi dello smaltimento delle pratiche inevase.

La nostra proposta è che l’Amministrazione si rivolga agli Ordini che rappresentano i tecnici del settore e ad essi chieda, per mezzo di adeguate convenzioni, aiuto e sostegno nello sbrigare questa mole di pratiche che recano danno anche ai professionisti stessi. E per il prosieguo potrebbe essere intrapresa, seriamente e non a scopi elettorali-propagandistici, una seria e fattiva collaborazione con l’Istituto Tecnico per Geometri o con le Facoltà Universitarie attraverso una convenzione per stage formativi da riservare agli studenti.  

Ci si attivi presto prima che questa situazioni degeneri ulteriormente e l’Ente si ritrovi ancor più in difficoltà anche sotto il profilo finanziario se i cittadini esasperati dovessero arrivare a richiedere i danni se non proprio ad una vera e propria class-action .

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