La Sevel di Atessa si ferma contro il modello Pomigliano

Prima parte dello sciopero previsto allo stabilimento in Val di Sangro: buona adesione all'assemblea dei non retribuiti. "Ma tra i lavoratori c'è paura" commenta Marco Di Rocco della Fiom

"Questa mattina abbiamo avuto una prima importante risposta con la partecipazione all'assemblea non retribuiti, fuori dai cancelli, di oltre 300 lavoratori". È questo il primo commento di Marco Di Rocco, segretario provinciale di Chieti della Fiom-Cgil, sullo sciopero di due ore indetto oggi (29 novembre) alla Sevel di Atessa contro la disdetta dei contratti nazionali da parte del gruppo Fiat dopo l'annuncio dell'uscita da Confindustria.

Al momento il sindacato non ha a disposizione i dati ufficiali sul'astensione dal lavoro. La prima parte dello sciopero si è tenuta dalle 9 alle 11,  nel pomeriggio previste altre due ore di stop dalle 15 alle 17. "Qui in Sevel c'è molta paura - aggiunge di Rocco - anche perchè i lavoratori si sentono pressati dall'azienda a non partecipare sia alle assemblee che allo sciopero. La Fiom continuerà la protesta contro l'introduzione contrattuale alla Sevel sul modello di Pomigliano. Per intanto attendiamo i risultati dell'incontro di programma in corso a Torino".

Altre due ore di sciopero, dalle 9 alle 11 e dalle 16 alle18, sono state indette sempre oggi dalla Failms il cui segretario provinciale Remo Casalanguida parla di "piano di fuga di Marchionne e cancellazione della democrazia nella vita lavorativa".

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Al Comune di Ortona concorso pubblico per sette posti a tempo indeterminato

  • Schianto nel cuore della movida dello Scalo: automobile travolge una moto

  • La migliore colazione è a Chieti, premiata l'eccellenza di Manuela Bascelli

  • Casoli, il mezzo agricolo gli trancia la gamba: agricoltore muore dissanguato

  • Va a prendere il figlio a scuola e viene investito in pieno centro

  • Sequestro dei macchinari dopo l'incidente mortale sul lavoro, blocco forzato alla Sevel

Torna su
ChietiToday è in caricamento