Detenuti al lavoro: un'opportunità per le imprese, il seminario

Questo il tema del seminario svoltosi alla Camera di Commercio per conoscere tutte le opportunità economiche e fiscali offerte in tema di collocamento dei detenuti e sulle iniziative che favoriscono l'effettivo inserimento lavorativo

I relatori

Superare la diffidenza da parte di tutti per dare un’opportunità a chi ha sbagliato e può rimettersi in gioco, contribuendo così alla crescita sociale ed economica del territori”. E’ quanto emerso dal seminario “Detenuti al lavoro: un’opportunità per le imprese”, organizzato lunedì (28 novembre) dalla Camera di Commercio di Chieti e dalla sua azienda speciale “Agenzia di Sviluppo”, in collaborazione con il Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria per l’Abruzzo e il Molise.

Dopo il saluto del vice presidente della Camera di Commercio di Chieti Patrizio Lapenna e dell’Azienda Speciale “Agenzia di Sviluppo” Letizia Scastiglia, sono intervenuti il segretario generale dell'ente Paola Sabella, il dirigente di UnionCamere Abruzzo Giuseppe Di Donato, il dirigente dell'ufficio detenuti e trattamenti del Provveditorato Fiammetta Trisi oltre ad alcuni imprenditori e operatori che illustreranno esperienze sul tema dell'inserimento dei detenuti: Paolo Di Cintio titolare dell'Impresa Di Cintio S.r.l., Franco Pettinelli, direttore Casa Circondariale di Pescara e Francesco Lo Piccolo, direttore rivista "Voci di Dentro", Massimo Di Rienzo, direttore Casa Circondariale di Lanciano; Franco Ricci, presidente di Federcoopesca Abruzzo, Leo Castiglione, assessore alle politiche sociali del comune di Ortona e Pietro Rosica, imprenditore e presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Chieti.

Sono intervenute nel dibattito anche due realtà di cooperazione sociale, la Saima di Guardiagrele che gestisce il bar all’interno del carcere di Vasto e la cooperativa sociale Voloentieri di Casoli che ha assunto un ex detenuto in attività di accompagnamento di ragazzi disabili in attività di lavoro presso aziende del territorio del Sangro-Aventino

“L’impegno delle Camere di Commercio – ha spiegato Paola Sabella – riguarda da un lato alla nascita degli sportelli sulla responsabilità sociale di impresa, dall’altro al ruolo dell’economia sociale nei contesti economici locali e nazionale”.

“L’Abruzzo tra le primissime regioni a livello nazionale – ha sottolineato Giuseppe Di Donato – dal 2010 può contare sull’importante protocollo di intesa stipulato tra Unioncamere Abruzzo e il provveditorato per Abruzzo e Molise del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel 2010, con l’obiettivo di mettere in rete la domanda di lavoro dell’utenza detenuta con l’offerta di lavoro, di diffondere le informazioni sulle opportunità di inserimento ma anche di coinvolgere il sistema delle imprese anche in percorsi di inserimento lavorativo dei detenuti”.

“Rispetto a una popolazione carceraria di circa 2500 persone – ha illustrato Fiammetta Trisi – attualmente solo l’1% dei detenuti lavora all’esterno con i benefici della legge Smuraglia a fronte di un dato nazionale del 13% con punte del 43% in alcune regioni. Inoltre soltanto il 23% i detenuti impiegati all’interno delle carceri, per due o tre ore al giorno, in lavori non professionalizzanti. Occorre per questo costruire una cultura del lavoro dentro e fuori dal carcere, promuovendo corsi di formazione per sviluppare tante capacità inespresse e favorire le opportunità per la crescita dell’impiego nelle imprese del territorio”.

Proprio in questi giorni  è stato pubblicato il bando della regione Abruzzo che finanzia percorsi formativi dei detenuti, all’interno dei plessi carcerari.
 

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