"La burocrazia fa più danni delle calamità": gli olivicoltori abruzzesi protestano a Roma

Una delegazione di giovani agricoltori presente alla manifestazione nazionale per difendere il prodotto simbolo della dieta mediterranea

L'Abruzzo a Roma per difendere la produzione olivicola: c’erano anche gli olivicoltori abruzzesi ieri mattina alla manifestazione nazionale davanti Ministero delle Politiche Agricole per denunciare gli errori e l’assenza nella manovra approvata delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese.

Migliaia gli agricoltori della Coldiretti che si sono dati appuntamento in via XX Settembre.

“L’obiettivo – ha spiegato Coldiretti Abruzzo - è salvare il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale. Dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy e alle contraffazioni fino ai cambiamenti climatici e agli effetti dei disastrosi eventi estremi, che sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un settore strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l'economia e l’occupazione che vede impegnate in Italia oltre 400mila aziende agricole e in Abruzzo circa 60mila di cui 15mila specializzate nella produzione di olio”. In riferimento al cambiamento climatico, con una produzione praticamente dimezzata è stato infatti l’olio extravergine di oliva Made in Italy a subire quest’anno gli effetti più pesanti del cambiamento climatico (con una netta diminuzione anche in Abruzzo dove in alcune zone la produzione è crollata anche del 50%) come emerge dallo studio “Salvaolio” della Coldiretti presentato in cui si evidenzia che per la prima volta nella storia – sottolinea la Coldiretti - la produzione spagnola stimata quest’anno in 1,6 miliardi di chili è superiore di oltre sei volte quella nazionale che potrebbe essere addirittura sorpassata da quella della Grecia e del Marocco.

Senza interventi strutturali l’Italia – precisa la Coldiretti - rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio”.

Per questo motivo la richiesta è di far partire al più presto il Piano olivicolo nazionale 2.0 al fine di rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati. “Il rischio per i consumatori – concldue Coldiretti Abruzzo - è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta delle grande distribuzione si trovi prodotto straniero (tunisino, spagnolo o greco), peraltro favorito da etichette dove l’indicazione della provenienza è spesso illeggibili”.

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