Ombrina Mare e il peso degli idrocarburi in Abruzzo: opportunità e paure

Forum degli industriali sulla filiera degli idrocarburi ieri a Chieti, mentre a Roma il presidente della Provincia e i sindaci ribadivano le ragioni del No a Ombrina Mare

il professor Luciano Fratocchi ha curato la ricerca sugli idrocarburi in Abruzzo

Mentre il presidente della Regione chiederà un incontro al Governo per affrontare il tema delle distanze minime per le trivellazioni offshore, a Chieti ieri è stato fatto il punto sulla filiera di idrocarburi.

Il forum, ospitato nella sala rossa della Camera di Commercio, ha visto i vetrici di Confindustria Abruzzo e Assomineraria analizzare il momento che il settore sta attraversando. Tra crisi, opportunità di crescita e ripercussioni, i dati raccolti nello studio effettuato dai docenti Luciano Fratocchi e Massimo Parisse dell’università dell’Aquila, “L’impatto economico e occupazionale del sistema valore degli idrocarburi: il caso Abruzzo”, presentano un settore che ad oggi interessa 5000 lavoratori e 750 aziende (50 dell’indotto diretto e 700 indiretto) le principali delle quali garantiscono 73 milioni di euro l’anno.

La ricerca parla ancora di oltre il 30% di laureati impiegati nel settore, che provengono da uno dei tre atenei abruzzesi e della più bassa incidenza di incidenti e infortuni sul lavoro, dato che tra l’altro, dal 2006 al 2010 é sceso del 2,2%.

Per le realtà presenti o operanti in Abruzzo e nell’offshore adriatico è tempo di cogliere le opportunità di crescita economica che il settore può dare e di non dipendere più così tanto, “nella misura dell’80%” ha sottolineato il presidente di settore Assomineraria, Pietro Cavanna, dai paesi esteri.

“Vogliamo cominciare una campagna di informazione – ha spiegato il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera – in questo periodo di forte crisi è davvero controproducente fare un’azione contro una realtà produttiva. Le nostre sono scelte che si basano sulla sicurezza e sul rispetto delle regole. Dobbiamo parlare di sviluppo integrato – ha aggiunto – ad oggi ambiente e turismo non rappresentano la parte occupazionale più consistente. Noi vogliamo svilupparle assieme agli idrocarburi”. Una sfida, quella degli industriali, basata sullo sviluppo sostenibile e sulla convivenza fra attività di esplorazione e produzione di idrocarburi e ambiente.

Confindustria e Assomineraria hanno concordato con Cisl Uil e Ugl azioni congiunte di informazione per i lavoratori, le imprese, il territorio e per valutare le realtà dei vari progetti e le opportunità che vengono offerte alla regione.

PROVINCIA E COMUNI DICONO NO Sarà difficile convincere il fronte del no all’insediamento dell’impianto di estrazione Ombrina Mare, composto da associazioni, politici, sacerdoti. Ieri a Roma c’è stata una nuova riunione al Ministero per lo Sviluppo Economico nella quale il presidente della Provincia e i sindaci di alcuni Comuni della Costa Teatina hanno ripetuto le ragioni del no al Direttore Generale per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero, Franco Terlizzese.

Un no spinto da motivazioni tecniche e dall'incompatibilità con le consolidate strategie di sviluppo del territorio. “Abbiamo ribadito – spiega il presidente Di Giuseppantonio - le nostre preoccupazioni per quanto riguarda l’impatto ambientale e per l’inconciliabilità con i progetti di sviluppo turistico sostenibile che vede la Provincia e i Comuni impegnati ormai da anni".

I rappresentanti del territorio hanno chiesto l’avvio di un tavolo permanente per un confronto periodico e costante tra gli Enti Locali e i Ministeri confermando l'intenzione di ricorrere al Tar appena sarà pubblicato il Decreto interministeriale sul parere della commissione Via. Poi saranno concordate le osservazioni da inserire nel documento da presentare alla Conferenza di Servizi.

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