L'assessore Febbo scrive a De Micheli e Franceschini per la ripresa dei voli turistici

Chiede un incontro urgente "in relazione alle iniziative necessarie da attivare per la ripresa del turismo nelle destinazioni italiane per il tramite del trasporto aereo"

L'assessore regionale Mauro Febbo, in qualità di coordinatore della commissione Turismo e industria alberghiera della conferenza delle Regioni e province autonome, ha scritto al ministro delle Infrastruttura Paola De Michele e a quello al Turismo Dario Franceschini, per chiedere un intervento urgente per la ripresa del turismo negli aeroporti.

Febbo ha chiesto un incontro urgente ai due esponenti dell'esecutivo "in relazione alle iniziative necessarie da attivare per la ripresa del turismo nelle destinazioni italiane per il tramite del trasporto aereo".

Facendosi portavoce della commissione, Febbo, chiede "il ripristino di un sistema di collegamenti diretti molto capillari sui diversi territori offerti a prezzi molto accessibili: tale condizione competitiva sarà certamente ricercata ed offerta da tutti i nostri competitors".Tuttavia, osserva, "il modello proposto sinora dal Governo invece sembra tendere verso una direzione diversa, che rischia di arrecare un forte arretramento competitivo per molti nostri territori".

"Ad oggi sono state proposte soluzioni per il salvataggio di Alitalia - aggiunge - sicuramente un dato positivo, ma mancano invece iniziative anche a sostegno delle altre compagnie aeree ovvero degli altri componenti fondamentali della filiera del trasporto aereo; inoltre le ipotesi in corso di valutazione rischiano non solo di non essere efficaci ma potranno produrre un forte ridimensionamento della capacità competitiva dei territori e dei propri aeroporti".

Nella lettera, si evidenzia che gran parte della metà dei passeggeri è trasportata dai vettori low cost che non sono Alitalia. 

"Pertanto - sottolinea Febbo - è necessario chiedere l’emanazione di forme di sostegno o di semplificazione per consentire anche agli altri attori (operatori), che hanno un ruolo addirittura superiore rispetto ad Alitalia stessa, per la ripresa degli scambi commerciali, di cui il turismo è il principale settore impattato, al fine di facilitare e velocizzare la ripresa dei collegamenti interrotti a causa della epidemia in corso. Le ipotesi che sono invece circolate appaiono tali da rischiare di provocare un deterrente per i vettori stranieri che operano sull’Italia, in particolare i low cost".

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"Oggi Alitalia - aggiunge - vale il 15% del mercato totale del trasporto aereo italiano, un valore che non può rimanere l’unico veicolo di sviluppo del turismo italiano. Bisogna investire anche sul restante 85% del mercato, sia direttamente sui vettori e sia sul resto della filiera del trasporto aereo e quindi del turismo e per far questo serve che il Governo adotti misure di sostegno economico reali anche agli altri operatori del settore".

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