Piano industriale Sixty, i sindacati: "Non accetteremo esuberi"

E' stato presentato parzialmente presso Confindustria il piano industriale dell'azienda. Stabilire la centralità del sito teatino e ritrovare la coesione i punti più importanti, ma per le organizzazioni sindacali non basta

La protesta dei lavoratori Sixty lo scorso 21 novembre

Presentato a metà il nuovo piano industriale della Sixty spa. Nella giornata odierna (29 novembre) presso la sede della Confindustria di Chieti le organizzazioni sindacali hanno avuto modo di confrontarsi con i vertici dell’azienda che sta mandando in esubero l’organico. All'incontro era presente anche il nuovo direttore generale Michel Lhoste.

C’è condivisione tra le parti su alcuni aspetti come la centralità del sito di Chieti scalo, la riduzione dei costi generali, consulenze in primis, e il ripristino di un clima sereno all’interno dell’azienda per ritrovare coesione e collaborazione tra i diversi settori e valorizzare le professionalità.

Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil proseguiranno il confronto dopo che la direzione aziendale avrà finito di mettere a punto il piano specificando in modo dettagliato tutti i vari argomenti e le relative strategie in esso contenuto. Non si è entrati infatti nel merito della questione più importante: le ricadute sui livelli occupazionali. I sindacati continuano ad auspicare che si possa giungere a un epilogo diverso dai 250 esuberi.

“Come organizzazioni sindacali – scrivono in un comunicato - abbiamo ribadito che non accetteremo esuberi strutturali in un territorio già estremamente provato da anni di deindustrializzazione, riconfermiamo  la disponibilità a fare sacrifici per superare insieme questa delicata fase, anche se solo in parte diretta conseguenza della crisi, ma principalmente frutto di scelte sbagliate compiute dai  vari manager che in questi anni si sono succeduti nella Direzione dell’ azienda. Attendiamo la prossima convocazione – concludono - con invariate  tutte  le nostre preoccupazioni  già precedentemente espresse, continuiamo a sollecitare la massima attenzione a tutti i livelli Istituzionali  e naturalmente riconfermiamo tutte le iniziative di sensibilizzazione  a partire dal mantenimento del presidio dinnanzi all’azienda”.

 

 

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