Donna e lavoro: il 28 ottobre scadono i termini per le agevolazioni

Si avvicina la scadenza per accedere ai finanziamenti ministeriali stanziati per agevolare le donne nel mondo del lavoro: nuovi sistemi di flessibilità

Il 28 ottobre scadono i termini di presentazione dei progetti finalizzati ad agevolare le donne che lavorano grazie all’adozione di orari flessibili e di nuove metodologie organizzative quotidiane. Confcommercio, attraverso il braccio operativo tutto “rosa” Terziario Donna, lancia un appello accorato alle imprese e ai datori di lavoro che operano a Chieti e provincia.

“Chiediamo alle aziende e ai datori di lavoro autonomi di non lasciarsi sfuggire questa ghiotta opportunità per attivare in concreto finalmente- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale e consigliere nazionale di Terziario Donna- le cosiddette politiche di conciliazione casa/lavoro che stanno molto a cuore alla nostra associazione di categoria”.

Il Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha messo sul piatto della bilancia 15 milioni di euro per andare in contro alle esigenze delle donne che lavorano. Il 90% delle risorse disponibili è destinato al finanziamento di datori di lavoro privati che intendano attivare, in favore delle proprie dipendenti con figli minori o disabili a carico, nuovi sistemi di flessibilità degli orari di lavoro, programmi di reinserimento di lavoratori e lavoratrici che rientrino da periodi di almeno 60 giorni di congedo e servizi innovativi. Il residuo delle risorse, invece, è diretto ai titolari di impresa, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi che abbiano l’esigenza di farsi sostituire nell’esercizio della propria attività.

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Per le aziende il Ministero può arrivare a dare fino a 500 mila euro a fondo perduto mentre l’importo scende a 35 mila euro per le medie e piccole imprese oltre che per i liberi professionisti. Ma i tempi stringono considerando che le domande per l’accesso ai fondi ministeriali possono essere presentate entro il 28 ottobre. “L’augurio- riprende Tiberio- è che quante più possibili aziende e numerosi datori di lavoro della provincia di Chieti possano usufruire di queste preziose risorse che rappresentano un primo passo verso una migliore organizzazione dei ritmi lavoro-famiglia in favore delle donne lavoratrici ancora discriminate in Italia al contrario di quanto accade nel resto dell’Europa.”  
 

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