Alla Dayco si continua a lavorare nonostante il decreto legge: "I prefetti agiscano con celerità"

Nuovo appello da parte dei sindacati in attuazione del decreto ministeriale. “È inutile procrastinare la decisione e deve essere chiaro e inequivocabile se la Dayco può produrre o meno"

Non si è ancora fermata la produzione alla Dayco dove 400 lavoratori a Chieti e Manoppello continuano nonostante l'attività non rientri tra quelle essenziali, secondo il decreto legge sull’emergenza Covid.

“La colpa di questa situazione nell’azienda Dayco è causata dai ritardi della burocrazia e soprattutto della volontà di non decidere”, denunciano i segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

Dopo la segnalazione degli stessi ai prefetti di Pescara e di Chieti non è stata ancora presa una decisione chiara.

Il prefetto di Pescara ha chiesto il parere di Confindustria Chieti/Pescara che ha comunicato il fermo produttivo della Dayco nella settimana di Pasqua. Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, però, “è una comunicazione inaccettabile perché non è altro che una decisione dell’azienda che ci aveva anticipato nell’ultimo incontro e il blocco delle linee è dovuto ad una programmazione della produzione già decisa e non per rispetto del Decreto ministeriale. Siamo basiti di fronte a tale comportamento lassista di Confindustria che dovrebbe garantire l’applicazione del decreto ministeriale e gli accordi con le parti sociali, e l’equità di trattamento a livello nazionale per non creare concorrenza sleale tra le aziende. Probabilmente gli interessi economici sono sopra a tutto”.  

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Secondo i segretari Petaccia, Di Crescenzo e Del Fiacco i prefetti devono agire con celerità in attuazione del decreto ministeriale. “È inutile procrastinare la decisione e deve essere chiaro e inequivocabile se la Dayco può produrre o meno – spiegano - questo per rispetto delle parti sociali, dei lavoratori, di tutta la cittadinanza e di tutte quelle aziende della filiera dell’automotive che hanno chiuso per l’emergenza Covid e che in base a questa interpretazione potrebbero riaprire i battenti generando movimentazioni assai più massicce di lavoratori. La decisione - concludono - deve essere presa a prescindere dalla comunicazione della Dayco in quanto nessuno può oggi aver certezza se fra 10 giorni il Governo potrà alleggerire le restrizioni in essere”.

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