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Val Sinello: a rischio 1000 posti di lavoro, l'allarme della Fiom Cgil

Aziende in cassa integrazione, come la Denso e la Pilkington di San Salvo. La crisi sta mettendo a dura prova le aree industriali di Vasto, San Salvo e della Val Sinello

Redazione 28 ottobre 2011

Mille posti di lavoro a rischio nelle aree industriali di Vasto, San Salvo e della Val Sinello. I dati parlando chiaro e la Fiom Cgil dipinge un quadro decisamente sconfortante per il comprensorio vastese.

"Nella maggior parte delle aziende metalmeccaniche della zona - afferma il sindacalista Mario Codagnone - assistiamo ad un massiccio ricorso alla cassa integrazione, mentre in non poche aziende si prosegue con i contratti di solidarietà. In altri comparti si vive lo stesso clima di incertezza per il futuro. In assenza di interventi a livello nazionale per aiutare le aziende a fronteggiare questa crisi così grave e per sostenere l'occupazione la situazione, purtroppo, potrà soltanto peggiorare".

Preoccupa la decisione di una grande azienda come la Denso di Piana Sant'Angelo a San Salvo di ricorrere ad una settimana di cassa integrazione ogni mese, con inevitabili riflessi sull'indotto, mentre appare sempre più lontana la possibilità di inserire i giovani nel mercato del lavoro.

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Stessa situazione nel settore del vetro, alla Pilkington di San Salvo. Qui la scelta di fissare la cassa integrazione a rotazione per tutti i 1.800 lavoratori permetterà di salvare il posto ad 80 interinali, ma il quadro è ugualmente preoccupante per il calo di commesse e di ordinativi a causa del perdurare delle difficoltà nel mercato dell'auto. E per il settore tessile c'è ancora la vertenza Golden Lady, con il lavoro a rischio per i 383 dipendenti del sito della Val Sinello, a tenere banco.

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