Credito alle imprese, la Cna attacca: "Dalle banche ritardi inaccettabili"

La confederazione dell'artigianato fa sapere che il credito nell’emergenza Covid ha riguardato solo il 2,2% delle imprese abruzzesi

Sono complessivamente 2781, per un importo totale che sfiora i 127 milioni di euro, le domande pervenute dalle imprese abruzzesi al Fondo centrale di Garanzia dal 17 marzo scorso, data di entrata in vigore dei decreti “Cura Italia” e “Liquidità” per far fronte all’emergenza Coronavirus.  Solo il 2,2% delle imprese abruzzesi ha ottenuto fin qui il diritto ad essere finanziato.

Le richieste, ora in attesa di finanziamento dopo il via libera delle banche cui le imprese avevano presentato le loro richieste, sono state presentate in maggior numero nella provincia di Chieti (1146, per 41 milioni e 841mila euro complessivi), seguita da Pescara (595; 30 milioni per 335mila euro); Teramo (584; 25 milioni per 836mila euro) e L’Aquila (456, per 28 milioni e 951mila euro).

Gran parte del sistema produttivo locale, dunque, è in attesa di finanziamenti utili in questa fase drammatica. Il direttore regionale di Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo chiede "una decisa svolta" e fa notare come il maggior numero delle richieste di finanziamento rigurdi cifre fino a 25mila euro "tipiche delle imprese più piccole, rappresentano la stragrande maggioranza del totale: sono infatti 2452, ovvero l’88%, con circa 49 milioni di finanziamento richiesto: cifra che però rappresenta poco meno del 39% del totale".

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Infine il direttore di Cna Abruzzo fa notare che "questi finanziamenti godono della garanzia totale fornita dallo Stato, e che quindi avrebbero dovuto essere erogati quasi automaticamente. E invece scontano anch’essi ritardi inaccettabili: ci risulta tra l’altro che alcuni istituti di credito abbiano adottato modalità tecniche piuttosto complesse, con l’applicazione di specifici software non di uso comune tra le aziende. Il mondo della micro e piccola impresa è ormai allo stremo".

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