Percorsi teatrali "L'attore percettivo e le dinamiche d'improvvisazione teatrale" con Ezio Budini

"L'attore percettuvo e le dinamiche d'improvvisazione teatrale", seminario per allievi attori a cura di Ezio Budini

Il seminario si divide in tre parti strettamente correlate tra loro.

Prima Parte: il training fisico e vocale L’attore, per esprimersi e comunicare, si serve di due strumenti: il corpo e la voce. Il lavoro con gli allievi si dirama nelle due direzioni: Training Fisico per sciogliere le tensioni muscolari ed essere padroni del corpo e delle sue azioni (“La sensibilità per un attore consiste nell’essere in costante contatto con il proprio corpo. Un attore che non fa mai ginnastica recita dalle spalle in su.” Peter Brook); Training Vocale per riscaldare la voce attraverso esercizi di respirazione, articolazione, vocalizzazione e sollecitazione diaframmale.

Seconda Parte: l'attore percettivo. Il primo obiettivo del percorso didattico è la creazione di un gruppo di lavoro che abbia come assoluta necessità ed unico scopo il raggiungimento dell’armonia scenica, in cui ciascun attore non è un singolo ma è parte di un “tutto”. Il “tutto” è il risultato di un gioco dove si vince solo se si guarda nella stessa direzione. Si riesce, dunque, ad eseguire una sinfonia soltanto se i vari strumenti seguono con precisione lo stesso spartito. Partendo da queste premesse, l’obiettivo successivo o punto d’arrivo del percorso è la consapevolezza e per ottenerla bisogna lavorare sulla concentrazione. La buona concentrazione è utile all’attore per percepire totalmente lo spazio in cui si muove e la presenza fisica e mentale dei compagni di scena. La concentrazione, la percezione e la capacità di ascolto generano la prontezza di riflessi e di conseguenza un’abilità reattiva. Concentrazione, percezione e riflessi: questi i tre punti-cardine intorno ai quali, con una varietà di esercizi fisici e vocali, si sviluppa il lavoro d’ensemble della seconda fase del seminario.

Terza Parte: le dinamiche d'improvvisazione teatrale. L’improvvisazione può essere condotta in tanti modi ed in ciascuno di essi l’attore deve trovare gli spunti necessari a far si che in scena accada qualcosa d’interessante. Dalla fantasia e dall’originalità prende vita l’improvvisazione. Gli obiettivi di chi improvvisa sono gli stessi di chi recita un testo scritto: divertirsi e restituire la verità del personaggio che interpreta. Con la differenza, però, che nell’improvvisazione il processo creativo dell’attore non si appoggia ad una storia predeterminata e ad un personaggio definito, ma parte dal nulla (improvvisazione libera); al limite, si serve di qualche elemento dato che funga da input per avviare il lavoro (improvvisazione guidata o costrittiva). Il percorso didattico quindi, partendo da questa dualità (improvvisazione libera o costrittiva, appunto) guida l’allievo nell’esplorazione delle molteplici forme d’improvvisazione, da quella parlata – dove lavorano corpo e voce – a quella muta – dove lavora solo il corpo; da quella che indaga il quotidiano, il reale, il concreto, a quella che viaggia nell’astratto, nell’immaginario, nell’irreale; giungendo poi all’improvvisazione suggerita da un testo scritto che serva soltanto da canovaccio… Naturalmente l’infinita varietà di esercizi presuppone la possibilità di improvvisare singolarmente o in ensemble.

A conclusione del seminario gli allievi andranno in scena con una performance d’improvvisazione aperta al pubblico.
per info e prenotazioni 3474889707 oppure inviare email a rancieloproductions@gmail.com

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