Il Comune di Vasto aumenta le tariffe della tassa di soggiorno, Federalberghi non ci sta

I rappresentanti degli operatori turistici e commerciali contro l'ente, che non ha comunicato il rincaro del 30% agli operatori

Il Comune di Vasto aumenta del 30% la tassa di soggiorno per l'anno 2019. Ma la decisione, peraltro non comunicata agli operatori, non va giù a Federalberghi, che ricorda di aver invitato le amministrazioni, sin dall'inizio dell'introduzione di questa gabella, al dialogo e al confronto su questo tema per giungere a un confronto. Ma, in questo caso, il confronto non c'è. 

Lo denunciano in una nota stampa Marisa Tiberio (Confcommercio Chieti), Anna Caterina Celenza (Federalberghi Chieti), Giammarco Giovannelli (Federalberghi Abruzzo), Mariachiara Boccasini (Giovani Albergatori Abruzzo), che commentano: 

Ci chiediamo come sia possibile prendere decisioni di tale portata e importanza senza previa consultazione degli operatori del turismo, che oltretutto incassano l’imposta per conto del Comune. 

Ci chiediamo quanta serietà manifestiamo ai turisti nel fare una delibera per la stagione 2019 a fine febbraio 2019, quando circa il 40% delle prenotazioni estive sono già state vendute con una quotazione che include la tassa di soggiorno espressa in tariffe inferiori a quelle che invece si troveranno a pagare i turisti, o che dovranno essere assorbite dalla struttura ricettiva con una effettiva perdita di guadagno; per non parlare di contratti con Tour Operator e Ota, che per la stagione 2019 sono stati firmati nell’anno 2018. Non è questo il modo giusto di creare sviluppo nel territorio, non è questo il modo per collaborare.

Oggi più che mai è necessario che pubblico e privato siano uniti nella strategia di promozione turistica del territorio, bisogna creare insieme un piano strategico, creare offerte coordinate e cercare di aumentare, e mantenere nel tempo, i flussi. È opportuno istituire un tavolo di lavoro per decidere insieme agli operatori del turismo come investire una parte degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno.

È bene ricordare che parliamo di una tassa di scopo, e in quanto tale serve a finanziare interventi in materia di turismo, interventi a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, e non solo il rifacimento del manto stradale.  
Attendiamo urgentemente un incontro affinché un economia centrale come il turismo vastese non venga considerata solo esattore per il comune per poi non avere nemmeno la dignità imprenditoriale di poter programmare ed individuare le priorità su cui applicare eventuali risorse.

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