Burgo: la protesta si ferma di domenica, i politici scrivono a Napolitano

Nella portineria dell'ex cartiera ieri un solo dipendente: uno dei cinque che resteranno fino a febbraio. Questa mattina l'Udc porterà la questione al consiglio comunale straordinario

Un cartello di protesta all'ex Burgo
Il 4 dicembre è scaduta la cassa integrazione, ma per un giorno il presidio può aspettare. Gli ex dipendenti Burgo hanno scelto di passare la domenica con le famiglie, la protesta ricomincia questa mattina. Venerdì il direttore dimissionario dell’azienda, Gaetano Grima, ha partecipato ad un incontro presieduto dall’assessore provinciale al Lavoro, Daniele D’Amario. Nessuna trattativa, niente proroga alla cassa integrazione né incentivi alla mobilità: solo mille euro una tantum ad ogni lavoratore. Rsu e sindacati si sono rifiutati di firmare l’accordo e hanno intenzione di continuare a farsi sentire.
 
Ma ieri nella portineria della storica cartiera, in via Piaggio, c’è un solo dipendente, uno dei cinque che lavoreranno fino a febbraio 2012 per vigilare sull’impianto di bonifica e per assicurarsi che nessuno tenti di portare via i pochi oggetti di valore rimasti nella porzione di edificio ancora in piedi. I turni durano 8 ore, a lui è toccato quello della domenica pomeriggio, dalle 14 alle 22. In serata è arrivato un collega a dargli il cambio per la notte. “Ma qui di notte c’è da aver paura - si è sfogato - è tutto buio, passano molti sbandati e non si vede mai una pattuglia”. Tutto intorno c’è il vuoto, delle storiche industrie dello scalo non è rimasto nulla. “Ci avevano messo fretta - racconta - dicevano che dovevamo sbrigarci a ripulire il piazzale dai materiali della demolizione, perché presto sarebbe partito il progetto In.Te. Qui è tutto pronto dal 1° gennaio, è passato quasi un anno e ora assicurano che a primavera cominceranno: ma ormai chi ci crede più?”. 
 
Dalla politica cittadina arriva solidarietà. Il capogruppo Udc, Alessandro Giardinelli, ha annunciato che oggi, durante il consiglio comunale straordinario, i consiglieri del partito consegneranno al Prefetto una lettera per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché intervenga per riavviare le trattative con i vertici dell’azienda. L’Udc fa appello anche ai senatori Fabrizio Di Stefano (Pdl) e Giovanni Legnini (Pd), che oltre a rappresentare l’Abruzzo in Parlamento siedono nel consiglio comunale di Chieti. 
 
Gli ex dipendenti Burgo, però, sembrano aver perso la fiducia. “Abbiamo sentito troppe promesse - ha detto l’unico lavoratore presente ieri - ora sembra davvero tutto finito”. Accanto a lui, nonostante la temperatura insolita per dicembre, un cartello grida sarcastico: “Buon Natale, grazie del pacco!”. Firmato: i lavoratori.
 

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