Alla Bcc Sangro Teatina e al premier Conte il premio Menichella

Il riconoscimento alla memoria del Governatore della Banca d'Italia dal 1947 al 1960 per la capacità di resistere e sopravvivere con slancio alle forti crisi bancarie

Bcc Sangro Teatina tra gli insigniti del prestigioso Premio “Donato Menichella”, il riconoscimento istituto alla memoria dello storico Governatore della Banca d’Italia, che sarà consegnato venerdì 12 aprile, alle 15.30, a Roma, nella sala Koch di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Insieme alla banca di credito cooperativo, premiata per la sezione “cultura nella politica monetaria e creditizia”, venerdì il riconoscimento sarà consegnato anche al premier Giuseppe Conte, per “gli studi socio-economici”, e all’impresa Armatore srl di Cetara (Salerno) per il “mecenatismo imprenditoriale e culturale”.

Il premio “Donato Menichella” è promosso dalla Fondazione Nuove Proposte Culturali, presieduta dall’avvocato Elio Michele Greco. Giunto alla diciannovesima edizione, intende onorare la memoria del Governatore della Banca d’Italia dal 1947 al 1960, preservando la stabilità monetaria estendendola al cambio e agli assetti bancari, fino a rendere la Lira la moneta più stabile al mondo.

A Roma il riconoscimento sarà ritirato da Vincenzo Pachioli e Fabrizio Di Marco, rispettivamente presidente e direttore generale Bcc Sangro Teatina.

Tra le motivazioni che hanno spinto la giuria a scegliere Bcc Sangro Teatina, la capacità di resistere e sopravvivere con slancio alle forti crisi bancarie che hanno colpito le Abruzzo e Molise rimaste senza alcuna banca territoriale.

Fondata nel 1903 ad Atessa dal sacerdote don Epimenio Giannico, Bcc Sangro Teatina è la più antica banca di credito cooperativo in Abruzzo e Molise. Aderisce al Gruppo Cassa Centrale Banca, ha la sua sede centrale ad Atessa ed è oggi presente nelle due regioni con sedici sportelli e numeri significativi: dal 2010 al 2018 ha incrementato i prestiti concessi del 17,5 per cento, ha aumentato la raccolta di risparmio del 51,9 per cento, ha conservato la sua solidità patrimoniale in un contesto di grave crisi economica con un CET 1 ratio al 15,86 per cento sostanzialmente stabile nell'ultimo decennio, ha aumentato la copertura dei crediti deteriorati dal 24,7 al 54,8 per cento, ha diminuito il tasso medio sui prestiti dal 6,9 al 4,4 per cento, ha diminuito la forbice rispetto al costo della raccolta dal 4,7 al 4,2 per cento e, infine, ha aumentato considerevolmente la produttività del lavoro passando da 3,7 milioni di € di massa monetaria lavorata per ogni dipendente nel 2010 a ben 8.4 milioni nel 2018.

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