Vino adulterato spacciato per biologico e doc: indagini anche nel chietino

L'operazione 'Ghost wine' partita da Lecce ha condotto all'arresto di 11 persone e al sequestro di 4 aziende in Puglia. Fra gli indagati c'è anche un uomo di Ortona. Nell'operazione sono stati sequestrati 30 milioni di litri di vino

Undici arresti e sei aziende agricole poste sotto sequestro preventivo per vino adulterato.

È il bilancio dell'operazione 'Ghost Wine', coordinata dalla Procura di Lecce e che ha coinvolto anche imprenditori e operatori del settore vitivinicolo titolari di aziende operanti in Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio.

Gli agricoltori arrestati sono imprenditori vitivinicoli delle province di Lecce e Brindisi: sono accusati di aver adulterato il vino per ottenere determinati standard e aumentare la produzione. Vino ottenuto a basso costo e successivamente commercializzato come prodotto di qualità o addirittura biologico, Doc o Igt.

Questa mattina i carabinieri del Nas di Lecce e l'Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) Unità Investigativa Centrale di Roma, con il supporto di militari dei Comandi Provinciali di Lecce, Brindisi, degli altri competenti per territorio (Salerno, Napoli, Roma, Caserta, Chieti) di diversi Nas e degli ispettori degli Uffici territoriali dell'Icqrf e di un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari, hanno eseguito sei arresti in carcere e cinque ai domiciliari in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale della città salentina.

Sono state sequestrate a titolo preventivo 4 aziende ed eseguite 62 perquisizioni locali. 

Fra i vari indagati a piede libero c'è R.D.A., 57enne di Ortona.

L'operazione di polizia giudiziaria ha permesso di stroncare tre associazioni per delinquere le cui attività illlecite erano divenute insostenibili e depressive del mercato vitivinicolo in quanto immettevano in commercio prodotti biologici, Doc o Igt a prezzi molto bassi, ponendo fuori mercato le aziende concorrenti che lo ottenevano con pratiche enologiche lecite e ordinarie.

Nello specifico, tra le 'tecniche' utilizzate la sempre attuale pratica della fermentazione alcolica di miscele di sostanze zuccherine ottenute dalla canna da zucchero e dalla barbabietola, commercializzate illecitamente in favore di note ed importanti imprese italiane operanti sia sull'intero territorio nazionale che estero. Si è anche accertato che vino di origine spagnola è poi divenuto vino Doc o Igt italiano e, specificatamente, pugliese.

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