Uccide la moglie e una sua amica, fermato mentre cerca di raggiungere un'altra donna

Il duplice femminicidio a Ortona, dove Francesco Marfisi, 60 anni, ha ferito anche la figlia incinta di 5 mesi. Il suo folle intento era quello di ammazzare anche un'altra amica della moglie da cui si stava separando

Le vittime Laura Pezzella e Laura Primiterra e Francesco Marfisi

Avrebbe confessato Francesco Marfisi, il 60enne arrestato nel primo pomeriggio di oggi (giovedì 13 aprile), dopo aver accoltellato a morte la moglie Letizia Primiterra, 47 anni, e un'amica, Laura Pezzella, 33, a Ortona, ferendo anche la figlia, incinta di 5 mesi.

Dopo il duplice omicidio, l'uomo è fuggito, pare con l'intenzione di raggiungere l'abitazione di una terza donna, amica della moglie, con l'obiettivo di ucciderla. Fortunatamente è stato fermato in tempo dai carabinieri di Ortona, che sono riusciti ad amanettarlo dopo una breve colluttazione, per poi portarlo in caserma. Qui, Marfisi ha ammesso i due delitti ferocissimi, di fronte al sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani

Secondo una prima ricostruzione, il 50enne, dipendente di un'azienda che eroga gas, ha prima raggiunto via Zara, dove la moglie Letizia Primiterra si era trasferita a casa di una conoscente, in attesa della separazione. Qui, nell'androne del palazzo, l'ha accoltellata ripetutamente con un coltello da cucina, fino a ucciderla

Dopodiché, Marfisi ha raggiunto contrada Tamarete, dove viveva Laura Pezzella, uccidendola con un altro coltello da cucina. Poi è fuggito a bordo della sua auto, una Opel Mokka, ma è stato bloccato dai carabinieri. Aveva gli abiti completamente sporchi di sangue, in auto ancora i due coltelli usati per uccidere le due donne. In un delirio omicida, l'uomo ha fatto resistenza ai militari che cercavano di bloccarlo. La sua intenzione era quella di uccidere un'altra donna, un'amica della moglie da cui si stava separando, in un copione triste e violento che ormai da anni riempie le colonne della cronaca nera.

Un delitto efferatissimo, che ha sconvolto la città di Ortona a pochi giorni dalle feste di Pasqua. Sembrerebbe un femminicidio, l'ennesimo, premeditato. Marfisi ha raggiunto l'attuale domicilio della donna per chiederle di parlare, ma l'avrebbe aggredita ancora prima di uscire dal palazzo. E nel suo odio cieco è arrivato a ferire anche la figlia, incinta di 5 mesi.

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