Striscioni di protesta de 'La foresta che Avanza' contro il Megalò 2

Striscioni nella notte per denunciare le irregolarità del progetto riguardante la costruzione del nuovo parco commerciale

lo striscione di protesta

Ancora protreste contro il progetto Megalo' 2 a Chieti Scalo. Nella notte i militanti de 'La foresta che Avanza', il gruppo ecologista di CasaPound Italia, hanno esposto uno striscione davanti al centro commerciale in via Tirino con la scritta "Basta cementificazione, NO a Megalò 2",  per denunciare le gravi irregolarità del progetto riguardante la costruzione dello stesso.

"È assurdo come si possa ancora parlare di un progetto simile dopo le già gravi conseguenze dell'edificazione di Megalò - spiega Francesco Di Gregorio, responsabile abruzzese de 'La foresta che Avanza' -, una delle dieci strutture più pericolose d'Italia, costruito a 150 metri dall'argine del fiume Pescara, in un'area classificata ad alto rischio idrogeologico.

"Il terreno su cui sorge la struttura e su cui dovrebbe sorgere Megalò 2 - continua la nota - costituisce infatti la piana alluvionale del fiume e non è edificabile. La costruzione di argini alti 11 metri è stata realizzata senza un'opportuna valutazione di impatto ambientale, considerato che l'opera di messa in sicurezza incrementa il carico idraulico in corrispondenza degli argini ed espone le aree a valle e a monte al rischio di esondazione ed allagamento (prima tendenzialmente circoscritto alla piana dove si è poi costruito)".

Per il movimento "è evidente come la visione dei progettisti sia limitata alla sola porzione di territorio che interessa l'edificazione e non tenga in dovuta considerazione la complessità del sistema fluviale e le sue criticità nel tratto terminale, dove l'andamento del fiume rende complicato lo smaltimento di volumi d'acqua in eccesso. Ciò che si sottrae al fiume verrà recuperato a valle, dove i rischi saranno sempre più alti.

Con la nostra azione di protesta - aggiungono - vogliamo portare all'attenzione dei cittadini questo grave pericolo e denunciare gli ormai consueti giochi di potere e di danaro giocati sulla sicurezza di un'intera area. Saremo sempre in prima linea per evitare questo scempio".

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Salvor Hardin
    Salvor Hardin

    Per scempio intendiamo forse un tappo chiamato diga foranea con relativo fondale del fiume misurabile spesso in centimetri? O una foce costretta da un mare di barche e da un porto turistico che vieppiù ha fatto fuori chilometri di spiaggia? Oppure intendiamo un'aeroporto cementificato (quello sì!) da un mare di centri commerciali tutt'intorno insieme a superstrade che lo circondano, torri sulle rotte aeree, quartieri sorti come funghi a pochi metri e in pochissimi anni, perfino i nuovi edifici della regione sorti a 2 - 3 secondi di volo da una delle più corte piste di decollo d'Italia! Tutti zitti, è roba di Pescara. Come pure una delle più grandi discariche di veleni in Europa, ad un passo da dove cooptiamo l'acqua da bere. E' calato un silenzio tombale. Andiamo invece a rompere i gabbazisi a quegli imbecilli a Chieti che vorrebbero farci fare le casse di espansione fluviale come quegli asini dei toscani stanno facendo con l'Arno, una pisciata di cavallo che non ha mai fatto male a nessuno, evidentemente. Sai che meraviglia se levano Megalò: tutte le alluvioni le dirottiamo su Chieti a noi rimaniamo asciutti e tranquilli, con le dita sui registratori di cassa in attesa di frotte di teatini che saranno costrette a venire sulla costa a spendere i loro soldi, come nei bei tempi andati. Mastiqatsi!!