Spending review, Zavattaro: "Non inciderà sulla qualità della Asl"

Il manager speiga che qualora dovesse esserci l'atteso taglio di 10 milioni di euro, nelle pieghe dell'Azienda ci sarebbe spazio per ulteriori razionalizzazioni, senza incidere sulla qualità dell'assistenza

Anche grazie alla fusione tra le due ex Asl di Chieti e di Lanciano-Vasto, ma soprattutto attraverso un attento lavoro di riordino amministrativo, siamo riusciti a eliminare dal bilancio aziendale circa 50 milioni di euro di perdite annue, che rappresentano un risparmio e non un costo aggiuntivo”. E’ quanto ha detto nei giorni scorsi davanti ai medici, il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, aggiungendo che, “se la spending review del Governo  dovesse produrre l’atteso taglio di ulteriori 10 milioni di euro, nelle pieghe della nostra Azienda potremmo trovare lo spazio per ulteriori razionalizzazioni, senza incidere sulla qualità dell’assistenza”.

Zavattaro chiarisce così quanto espresso nel corso della tavola rotonda promossa dalla Simg e replica al Tribunale del Malato. “Mi piacerebbe che il TdM si fermasse a riflettere su come è stata gestita la sanità in questo territorio negli ultimi 15 anni e com’è cambiata oggi  - dice Zavattaro - Attraverso il prelievo fiscale dei cittadini abruzzesi, fino a ieri lo Stato stanziava circa 800 milioni di euro per erogare i servizi sanitari, mentre la Asl ne spendeva almeno 50 in più.  Oggi siamo in equilibrio e spendiamo esattamente le risorse assegnate”.

Il manager spiega che il recupero di 50 milioni di euro dalla fusione tra le ex Asl di Lanciano Vasto e di Chieti viene distribuito su tutte le voci del bilancio aziendale. “Il personale è sceso da oltre 5.000 a circa 4.700 unità – continua -  nonostante questo la nostra Asl ha un’incidenza del numero dei dipendenti per posto letto e per cittadino che è ancora decisamente al di sopra di tutti gli standard nazionali. Questo vuol dire che c’è spazio per ulteriori razionalizzazioni senza penalizzare la qualità dell’assistenza, a patto che ovviamente le forze sindacali e i singoli operatori accettino una riorganizzazione che porti questa Asl a operare negli stessi modi virtuosi con cui si opera in altre parti d’Italia”.

Nel lavoro di riordino di tutta la rete degli erogatori privati in provincia di Chieti, la Asl ha preso in carico centinaia di pazienti e ha rinegoziato i contratti per forniture di beni e servizi. “Tra l’altro – spiega ancora - per la prima volta nella storia di questa provincia c’è stata un’inversione nel trend della spesa farmaceutica che ha smesso di crescere, e nel solo 2011 ha consentito un risparmio di quasi 5 milioni di euro:  questo vuol dire meno farmaci scaduti buttati, meno antibiotici assunti inutilmente per patologie che non ne richiedono l’utilizzo. Non va infine dimenticato il lavoro di riordino della rete di tutti i presidi, che ha visto l’azione più evidente nella riconversione delle strutture di Gissi e Casoli e che, ancora oggi, perdura attraverso un lavoro di recupero di decine di cantieri abbandonati che sono costati ai contribuenti abruzzesi decine di milioni di euro negli ultimi 15 anni. Questo vuol dire non solo recuperare a un impiego utile le strutture abbandonate, ma anche ridurre gli enormi costi di manutenzione di un patrimonio trascurato”.

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Questi dunque per Zavattaro, i margini per assorbire il probabile ulteriore taglio ai finanziamenti come conseguenza della spending review del Governo.

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