La solidarietà dell'Anft agli agenti di polizia penitenziaria aggrediti a Vasto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L'Anft (Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento) esprime profonda solidarietà e vicinanza ai colleghi della Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa lavoro di Vasto, brutalmente aggrediti nelle scorse ore da un internato affetto da problemi psichiatrici. Purtroppo, episodi come quello di Vasto, da tempo rappresentano la quotidianità lavorativa del per-sonale di Polizia Penitenziaria e dei Funzionari Giuridico-Pedagogici, sempre più oggetto di insulti, aggressioni fisiche e verbali nonché minacce più o meno velate da parte della popolazione detenuta.

Si tratta di eventi che gettano un’ombra inquietante sulla sicurezza degli operatori penitenziari (appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e Funzionari Giuridico-Pedagogici) e sulla possibilità di svolgere in condizioni accettabili il delicato compito istituzionale assegnato al personale che opera all’interno dei reparti ed interagisce con l’utenza penitenziaria.

L'Anft, nel ribadire la propria solidarietà ai colleghi della Polizia Penitenziaria, rende noto sin d'ora che non mancherà di intraprendere tutte le iniziative, nelle piazze, nelle opportune sedi istituzionali ed innanzi all'opinione pubblica, per la difesa ed il sostegno di tutti gli operatori penitenziari che, in ragione delle significative difficoltà che discendono da un lavoro significativamente usurante e pericoloso per l’incolumità fisica, in quanto a contatto con l’utenza intramuraria e scaturigine di responsabilità di diverso tipo, vivono condizioni di lavoro sempre più difficili per nulla compensate da spe-cifico riconoscimento giuridico ed economico.

Non è tollerabile che fedeli servitori dello Stato, che operano per il raggiungimento di fini così importanti per lo Stato stesso, quali la rieducazione del reo e la sicurezza della cittadinanza tutta, deb-bano quotidianamente operare in contesti in cui è a rischio continuo l’incolumità degli stessi e nessun riconoscimento viene operato.

Il presidente Anft Stefano Graffagnino

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