Lo storico campo sportivo di Villa delle rose sta per essere smantellato, ma Lanciano dice no

Levata di scudi contro il progetto del Central park che prevede la cancellazione del campo da gioco realizzato a inizio Novecento e che ospita ancora oggi centinaia di giocatori di tutte le età

Una partita all'Enrico Esposito

Il progetto è nell'aria da tempo ed è stato approvato in maniera definitiva lo scorso autunno dalla giunta guidata dal sindaco Mario Pupillo. Ma il Central park Lanciano, nato da un'idea del compianto vice sindaco Pino Valente, scomparso nel 2017, a cui sarà intitolato, negli ultimi tempi sta scatenando proteste veementi da più parti.

L'obiettivo dell'amministrazione comunale è realizzare un "polmone verde", riqualificare l'ex ippodromo e costruire una cavea da 4 mila metri quadrati per ospitare i grandi eventi. Ci sono poi in programma la pista ciclabile, il prolungamento del corso e un'area alberata. Ma, soprattutto, il progetto prevede lo smantellamento del campo sportivo Enrico Esposito, per tutti "la Pista", il primo stadio della città, nato molto prima che venisse realizzato il "Cinque pini", intitolato in seguito a Guido Biondi.

Il campo sportivo del centro città, infatti, ospita da anni gli allenamenti delle scuole calcio, campionati dilettantistici, partite amatoriali, vedendo percorrere il suo manto sintetico da centinaia di scarpette ogni settimana. Oggi, con la chiusura del campionato 2018/2019 e l'arrivo della bella stagione, l'Enrico Esposito sta ospitando gli ultimi incontri in programma. Già da settembre, le varie squadre cittadine dovranno trovare una nuova sistemazione.

Ma la cancellazione della storica "pista" non va giù ai lancianesi, che stanno alzando gli scudi per salvare un pezzo di storia calcistica, e non solo,  della città. L'Eposito, infatti, non è stato soltanto il primo stadio di Lanciano, che ha ospitato generazioni di calciatori frentani. Ma è anche, attualmente, l'unico campo sportivo cittadino dotato di un campo in erba sintetica e di spogliatoi adeguati. Senza contare che le partite domenicali o infrasettimanali danno un proprio contributo alle attività commerciali del centro storico, che vengono fruite da spettatori e tifosi provenienti anche dalle altre province d'Abruzzo. Smantellare quel campo, per molti, è un duro colpo per la storia di Lanciano e le voci contrarie iniziano a levarsi.

Come ha ricostruito il giornalista e scrittore Andrea Rapino nelle sue pubblicazioni dedicate al calcio frentano, il primo storico campo intitolato a Eposito dal 2008 nasce agli inizi del Novecento e dal 1925 ospita il primo campionato ufficiale della Virtus Lanciano, nata l'anno precedente. Dopodiché, nel 1927, vengono realizzati gli spalti, recentemente ristrutturati in seguito al primo lotto di lavori all'interno del parco. Fino al 1969, anno di inaugurazione dello stadio "Cinque pini", poi intitolato a Guido Biondi, quello di Villa delle rose resta il campo principale di Lanciano e lo è ancora oggi per molte squadre amatoriali cittadine.

Per il capogruppo di Lanciano al Centro Gabriele Di Bucchianico, lo smantellamento del campo è un vero e proprio "scippo". Il consigliere comunale di opposizione ricorda come l'Esposito sia 

l’unico campo sportivo in pieno centro capace di creare attrazione e sinergie economiche. L’unico spazio aggregativo, per giovani e meno giovani, nella parte alta della città. Avremmo preferito leggere che nella riqualificazione di Villa delle Rose ci fosse anche il campo Enrico Esposito.

Per ora, però, il suo destino sembra segnato e l'opposizione promette battaglia affinché non venga cancellato un caposaldo della storia lancianese, perlopiù in una città già a corto di strutture sportive adeguate. 

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