Aula studio e luogo di aggregazione: i giovani disegnano il futuro della ex De Meis

Duemila studenti interpellati su quale sarà la destinazione della ex sede della biblioteca provincale una volta conclusi i lavori di messa in sicurezza e recupero

un momento dell'incontro

Uno spazio di conoscenza ma anche luogo di incontro con gli amici. Così la maggior parte dei giovani vede il futuro della ex biblioteca De Meis, in piazza Templi Romani. I risultati della consultazione partecipativa che ha coinvolto circa duemila studenti degli istituti superiori di Chieti sulla futura destinazione della ex biblioteca, una volta conclusi i lavori di messa in sicurezza e recupero, sono stati resi noti venerdì pomeriggio durante un incontro nella sala del consiglio provinciale.

Il questionario, redatto dal Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti con la consulenza della sociologa Eide Spedicato Iengo, ha coinvolto il Collettivo Studentesco di Chieti, il gruppo culturale “Biblioteca Moderna G.B.Vico”,il  Kiwanis Key Club Galiani de Sterlich, i rappresentanti d’Istituto del Gonzaga e le scuole “N. da Guardiagrele”, “Galiani-de Sterlich”, “I. Gonzaga”, “F. Masci”, “U. Pomilio”, “L. Savoia”,  “G.B. Vico”.  IL FUTURO DELLA EX DE MEIS: PAROLA AI GIOVANI

I ragazzi, tramite i portavoce, hanno espresso le varie istanze al mondo delle istituzioni in base ai risultati del questionario: per il 56% di loro l’edificio deve diventare uno spazio di aggregazione, il 46%  vorrebbe al suo interno una sala studio e multimediale, delle quali Chieti alta scarseggia. I ragazzi si sono detti pronti a contribuire alla gestione dei futuri spazi in città promuovendo eventi e curando gli stessi. Oltre al desiderio dei giovani di destinare la sede della De Meis in luogo di aggregazione e di studio, i dati emersi restituiscono soprattutto le immagini propositive dei giovani studenti che vivono Chieti.

“Un segnale positivo per il futuro – ha commentato il sindaco Di Primio - Come ho avuto modo di sottolineare nel corso del mio intervento immagino la futura De Meis come una grande piazza, una struttura capace di autoalimentarsi con spazi polifunzionali e cogestiti ma soprattutto capace di generare funzioni e progetti”. 
 

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