Serrande abbassate per un'ora lunedì, la serrata di Confcommercio contro la grande distribuzione

L'associazione diffonde i dati delle chiusure e lancia l'allarme: "Di chi si stanno curando gli interessi?"

Serrande abbassate, vetrine e insegne chiuse per un’ora, lunedì prossimo (29 febbraio), dalle 18 alle 19, nei negozi della città, contro i nuovi insediamenti commerciali di media distribuzione previsti a Chieti. La protesta, indetta da Confcommercio, mira a dimostrare “come sarebbe la città senza i piccoli negozi”. 

L’iniziativa è stata presentata questa mattina (giovedì 25 febbraio) in una conferenza stampa dalla presidente dell’associazione di categoria, Marisa Tiberio, e dal referente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio. 

La serrata - caratterizzata dai motti “Spegniamo le luci e accendiamo la speranza” e “Senza commercio non c’è città” - è l’ultimo grido di dolore dei commercianti vessati dalla crisi e dalla concorrenza. “La categoria - spiega Tiberio - è esasperata, allo stremo delle forze”. Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, a Chieti nel corso del 2015 hanno chiuso 212 negozi: le iscrizioni sono state 224, a fronte di 436 cessazioni

Il settore alimentare è quello che patisce maggiormente la concorrenza: nel comune di Chieti sono 45 le unità commerciali fra supermercati, discount, piccoli alimentari. “La domanda sorge spontanea - incalza la presidente di Confcommercio - Chieti ha bisogno davvero di altri insediamenti che essi siano di piccola, media o grande distribuzione? Ci piacerebbe sapere di chi si stanno curando gli interessi”. 

A lanciare l’allarme sull’impatto ambientale delle nuove costruzioni è il Wwf. Nel mirino, in particolare ci sono gli insediamenti di via Masci e quello a ridosso dell’ex San Camillo, previste su pendici collinari, il primo a valle di una frana attiva, l'altro in un’area dove sgorga un corso d’acqua. Senza contare l’intasamento del traffico, con il conseguente inquinamento, che deriverebbe dalla frequentazione di questi centri. 

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“Va poi sottolineato - spiega D Tizio - che insieme ai centri commerciali è prevista anche la costruzione di nuovi alloggi, una scelta del tutto incomprensibile in una città che negli ultimi anni sta costantemente perdendo abitanti: 56.127 nel 2004, 52.163 nel 2014, 51.989 al 30 giugno 2015, secondo dati Istat. Non a caso il Wwf denuncia da sempre i persistenti guasti che il trasversale “partito del cemento” continua a perpetrare ai danni della città. A Chieti si costruisce dagli anni Sessanta ad oggi senza alcun rispetto del territorio, invadendo anche le aree destinate alla campagna con palazzi abbarbicati su ogni ‘piega’ collinare e i risultati negativi di una simile sciagurata scelta sono purtroppo ben evidenti sia in termini estetici che di sicurezza e di qualità della vita”.

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