Presidio di solidarietà a Vecchiolla, mercoledì il riesame all'Aquila

Sit-in di fronte alla Prefettura, i manifestanti chiedono la liberazione dello studente e minacciano lo sciopero della fame. Poco più su, in Consiglio Comunale, il senatore Fabrizio Di Stefano stigmatizza la vicenda. Il ritratto degli studenti

Saranno stati un centinaio, soprattutto studenti universitari, ma anche liceali, precari e qualche sindacalista. Al grido di “Chucky libero” si sono riuniti stamane (31 ottobre) di fronte alla Prefettura per chiedere la scarcerazione di Leonardo Vecchiolla, il giovane campano arrestato con le accuse di tentato omicidio, devastazione e resistenza a pubblico ufficiale dopo aver partecipato al corteo del 15 ottobre a Roma.

I manifestanti, costituitisi in un’Assemblea permanente, chiedono che lo studente sia scarcerato, perché “è sottoposto a detenzione preventiva alcuna prova documentale”. Vecchiolla, infatti, è stato fermato solo sulla base di un’intercettazione telefonica: con un amico esultava per il blindato dei carabinieri in fiamme. Ma al momento non esistono foto o video che lo ritraggono durante gli scontri in piazza San Giovanni. Per protestare contro l’arresto lo studente campano è in sciopero della fame dal giorno in cui è entrato in carcere e rifiuta di bere da martedì scorso. Un atto che preoccupa ancora di più gli amici. Uno dopo l’altro si sono passati il megafono sotto agli striscioni per dimostrare che Leonardo Vecchiolla non è un criminale.

“Il nostro obiettivo non è dimostrare che Chucky sia innocente, a quello ci penserà il suo avvocatospiega Anna De Medio, rappresentante della facoltà di Lettere – ma ribadire che non si può tenere qualcuno in carcere senza prove. Io conosco Leonardo, non è un mostro e si è sempre mobilitato per tutti: adesso vogliamo farlo per lui. La sua immagine è stata strumentalizzata dai media e dal potere: possibile che una persona sola sia la regia degli scontri? Possibile che sia solo lui a pagare? Lui è l’unico degli arrestati accusato di tentato omicidio”.

Un’altra studentessa della D’Annunzio, amica stretta di Leonardo, racconta chi è davvero il ragazzo, a patto di non essere nominata: “Chucky non è un criminale, non lo è mai stato. Lo conosco molto bene, del 15 ottobre mi ha raccontato tutto. Mi ha detto che con l’assalto al blindato non c’entra niente e che si è coperto il viso per non farsi vedere da una parente che non sapeva che fosse a Roma”. Sulla maschera antigas che il giovane indossava durante il corteo, l’amica ha le idee chiare: “Voleva proteggersi dai gas, non c’è niente di violento in questo”. E dell’intercettazione che ha portato lo studente in carcere dice che non è un’ammissione di colpevolezza, ma piuttosto “un modo per vantarsi con l’amico di essere a Roma a manifestare”.

Anche Marco Modesto, studente di Lettere, parla dell’impegno di Leonardo nella vita universitaria: “Abbiamo collaborato spesso: durante l’occupazione della facoltà per protestare contro la riforma Gelmini, per la petizione per la qualità del cibo della mensa, in occasione della visita di Fini a Chieti, quando abbiamo cercato un confronto con il presidente della Camera”. Poi Marco racconta del 15 ottobre: “C’ero anch’io a Roma, siamo stati insieme per un’ora e mezza all’università La Sapienza. Poi ci siamo persi di vista, ma io non ho mai visto Chucky alzare una pietra per colpire qualcuno”.

Al presidio di questa mattina hanno partecipato anche il consigliere comunale Riccardo Di Gregorio (Federazione della sinistra) e il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista) che ieri hanno incontrato Leonardo Vecchiolla in carcere. Entrambi sono preoccupati per le sue condizioni di salute, aggravate dallo sciopero della fame e della sete. Ma, dice Acerbo: “lo abbiamo convinto ad interrompere almeno lo sciopero della sete”.

Mentre su corso Marrucino andava in scena la protesta, in consiglio comunale Fabrizio Di Stefano del Pdl è intervenuto condannando l’atteggiamento di Di Gregorio. “Non vogliamo giudicare la vicenda – spiega – ma l’intercettazione è gravissima e va stigmatizzata. Sbruffonata o no, il ragazzo arrestato solidarizzava con chi stava facendo atti di teppismo e, secondo me, di tentato omicidio di carabinieri. Un tale spirito di violenza non può trovare solidarietà in consiglio comunale”.

Dopo il sit-in di questa mattina, le attività dell’Assemblea permanente continuano. Se Vecchiolla non sarà scarcerato i manifestanti promettono uno sciopero della fame per solidarietà.

Intanto l'avvocato Sergio Acone, difensore di Leonardo Vecchiolla, ha annunciato che depositerà domanda di scarcerazione del suo assistito, in carcere dal 22 ottobre, mercoledì prossimo al tribunale del Riesame all'Aquila. "Stiamo effettuando indagini parallele e private - spiega Acone - per dimostrare che il ragazzo non è quel violento che si dice. Su youtube c'è un video in cui si vede Leonardo decisamente pacifico, a viso scoperto, vicino alla Banca d'Italia e in tutti i filmati che ho esaminato mai si vede Leonardo intorno al famoso furgone dei carabinieri incendiato. Quindi, ribadisco, che al momento gli inquirenti hanno solo le intercettazioni".

 

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