Piano d'emergenza, solo 8 Comuni su 104 sono in regola

Il prefetto Giacomo Barbato chiede ai sindaci di aggiornare il piano secondo le linee guida. Sara Marcozzi (M5s): "Lo dicevamo già nel 2017"

IIn provincia di Chieti solo 8 Comuni su 104 hanno aggiornato il piano d'emergenza. A lanciare l'allarme è il prefetto Giacomo Barbato, che ha inviato una lettera a tutti i sindaci. Si legge nella circolare che «allo stato si rileva una condizione di diffuso e grave ritardo che riguarda la maggior parte dei Comuni, ritardo che deve essere superato senza indugio".

Il piano d'emergenza comunale è lo strumento di previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso delle popolazioni sinistrate e ad ogni altra attività necessaria e indifferibile, diretta al contrasto e al superamento dell'emergenza e alla mitigazione del rischio. Il documento deve essere strutturato in 4 sezioni: inquadramento territoriale, dove viene descritta la zona interessata; i rischi, in cui si parla delle condizioni di pericolosità del territorio comunale; modello d'intervento, sezione dedicata alla definizione delle procedure da mettere in atto in caso di evento calamitoso; l'informazione e la comunicazione.

Dalle informazioni fornite dal Centro funzionale d'Abruzzo alla prefettura, risulta che, in provincia di Chieti, "8 comuni hanno aggiornato il piano secondo le linee guida; 39 lo stanno elaborando (di questi, 37 sono già dotati di un precedente piano, mentre 2 ne sono del tutto sprovvisti); 57 non hanno ancora avviato l'aggiornamento e, pertanto, dispongono di un piano speditivo, in molti casi approvato da oltre un decennio". Ecco perché il prefetto chiede ai sindaci di mettersi in regola al più presto.

“Era l’ottobre 2017 quando mettevo in guardia i cittadini abruzzesi sul fatto che, già all’epoca, pochissimi comuni avessero aggiornato il proprio piano di emergenza - commenta la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi - per questo presentai un dossier dettagliato, scrivendo tutte le istruzioni per redigere il piano di emergenza, riportando i riferimenti normativi e specificando come agire a seconda dei rischi, siano essi idrogeologici, sismici, industriali, di incendi boschivi, di ghiaccio o di valanghe. Non solo, nei giorni seguenti scrissi una lettera sia ai sindaci dei Comuni che ancora non avevano provveduto a redigere il piano, rendendomi disponibile, in prima persona, per qualsiasi tipo di supporto, che ai prefetti, affinché si facessero carico del controllo sull’avvenuta redazione dei singoli piani, valutandone l’efficacia.

“Il fatto che ancora oggi – conclude Marcozzi – il prefetto debba certificare come, nella provincia di Chieti, solamente 8 Comuni su 104 siano in regola col piano di emergenza, lascia senza parole. Ci sono ancora tanti Sindaci che, evidentemente, non hanno imparato la lezione che gli abruzzesi hanno dovuto subire sulla propria pelle. Non si può più stare a guardare in silenzio, non esistono scuse. Invece di trovarsi a fare la conta dei danni, domandandosi cosa non abbia funzionato, è il momento che il piano di emergenza diventi la priorità assoluta di tutti quei comuni che ancora, inspiegabilmente, non sono in regola”.

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