Operazione "Rubino", droga dai Balcani a Chieti: 44 arresti

L'operazione della Squadra Mobile di Chieti. Da questa mattina all'alba perquisizioni nelle province di Chieti, Pescara, Teramo, L'Aquila, Varese, Milano e Roma

Dalle prime luci dell'alba è in corso un'imponente operazione antidroga della Polizia di Stato denominata "Rubino" coordinata dalla D.D.A. di L'Aquila e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Chieti.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Chieti che stamane, con l’impiego di un imponente dispositivo di duecento uomini provenienti dalle limitrofe Questure di Pescara, Teramo e diverse altre del centro Italia, nonché con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo” e di unità Cinofile, ha dato esecuzione a 44 provvedimenti di cui 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 27 perquisizioni a carico di altrettanti indagati nelle province di Chieti, Pescara, Teramo, L’Aquila, Varese, Milano e Roma.

L'attività in questione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Chieti è frutto di un'indagine durata circa due anni che ha permesso di smantellare un agguerrito sodalizio criminale, perlopiù di origine balcanica, operante in Abruzzo e dedito ad un vasto traffico di sostanze stupefacenti.

La base dello spaccio era tra Tollo e Guardiagrele. Gli arrestati sono tutti di nazionalità straniera, prevalentemente albanese.

VIDEO 'OPERAZIONE RUBINO' | IL QUESTORE: "UN'OPERAZIONE DURATA DUE ANNI" 

Il sodalizio si avvaleva di ulteriori gruppi, nuclei e “cellule” dislocate soprattutto nelle province di Chieti, Pescara e Teramo: una vera e propria capillare rete di distribuzione dello stupefacente sostenuta da un’articolata collaborazione di aderenti con il compito di smistare rilevanti quantità di droga e ricavarne ingenti somme di denaro.

Nel corso delle indagini sono stati tratti in arresto 25 soggetti in flagranza di reato per detenzione a fine di spaccio di cospicui quantitativi di sostanza stupefacente ed indagati ulteriori 57 soggetti.

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Considerevoli sono stati i sequestri operati anche fuori regione, nello specifico a Milano: 300 chili di marijuana del tipo “orange” (una delle migliori qualità), 90 chili di armi e munizionamento.

Nel corso delle indagini non sono mancati episodi in cui si è palesata tutta la valenza criminale e la pericolosità di alcuni degli indagati: è il caso di un sodale albanese che si “procura” clandestinamente una pistola ed un fucile a canne mozze con il chiaro intento di utilizzarli per risolvere una controversia, proposito sventato grazie al tempestivo intervento degli operatori della Squadra Mobile della Questura di Chieti che riuscivano ad intercettare e disarmare preventivamente il soggetto.

E ancora, la necessità di recuperare denaro per saldare le partite di stupefacente portavano anche alla progettazione di reati “predatori” e, in una circostanza, veniva sventata una rapina progettata in danno di una farmacia del teramano, sequestrando una pistola ad aria compressa modificata ed un passamontagna.

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