Donna uccisa dal convivente, lui si difende: "L'ho trovata morta in casa"

Sessantasettenne a processo con l'accusa di aver provocato il decesso della convivente. La tragedia a maggio del 2018 a Pescara. Ieri l'uomo è stato ascoltato in Corte d'Assise a Chieti

Processo in Corte d'Assise a Chieti, ieri, per Gelu Cherciu, 67enne romeno accusato di aver provocato a maggio del 2018 la morte della convivente Monica Gondos, 53 anni, a Pescara. 

I fatti risalgono al 30 maggio 2018: fu lo stesso imputato ad allertare i soccorsi dopo aver ritrovato il corpo senza vita della compagna. 

La stessa versione riportata ieri in aula da Cherciu il quale, assistito da un'interprete, ha riferito che quel giorno rincasò dal lavoro e trovò la porta dell'abitazione aperta, con il corpo senza vita della donna posizionato fuori dal loro appartamento in Strada Colle Orlando. Provò a rianimarla, ma senza successo. Dunque, non sarebbe stato lui ad assassinarla.

Secondo l'accusa, invece, sarebbe stato lui ad ammazzarla. Dell'ascolto di parenti e amici era emerso come la donna negli ultimi anni fosse stata maltrattata e vessata più volte. L'autopsia ha chiarito come la stessa avesse un politrauma causato da percosse e non da caduta accidentale.

Cherciu è stato arrestato lo scorso novembre con l'accusa di aver picchiato a morte la sua compagna quando era ubriaco. L’udienza di discussione è fissata al prossimo 30 settembre.

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