"Ombrina non è una raffineria galleggiante", ma Legambiente e Wwf smentiscono Primavera

Se il progetto petrolifero venisse approvato una grande nave raffineria (FPSO) di 350 metri di lunghezza e 30 di larghezza rimarrà per 24 anni ormeggiata di fronte alla Costa dei Trabocchi trattando il greggio dei pozzi che faranno capo alla piattaforma

"Ombrina non è una raffineria galleggiante. Per ricorrere ai dizionari cari al fronte del no al progetto invitiamo tutti a confrontare la terminologia con altre fonti: una raffineria di petrolio, secondo Wikipedia, è 'uno stabilimento dove si separa il petrolio greggio nei suoi componenti e dove questi ultimi vengono trattati in una serie di processi successivi fino all'ottenimento dei prodotti commerciali, che possono essere di svariato tipo'. Anche noi siamo contrari a questo tipo di impianto, ma Ombrina non sarà questo. Ombrina Mare sarà un centro di pretrattamento oli".

La replica a quanto affermava ieri Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti, non si è fatta attendere. Wwf e Legambiente divulgano i documenti ufficiali delle industrie che realizzano le FPSO, in cui queste strutture sono chiamate col loro nome: “refinery” e avvertono: se il progetto petrolifero venisse approvato una grande nave raffineria (FPSO) di 350 metri di lunghezza e 30 di larghezza rimarrà per 24 anni ormeggiata di fronte alla Costa dei Trabocchi trattando il greggio dei pozzi che faranno capo alla piattaforma

"Primavera afferma che non si tratta di una raffineria - scrivono le due associazioni ambientaliste - solo perché non vi si esegue un completo processo di raffinazione. Noi invece affermiamo, basandoci su quello che riporta l'Enciclopedia degli Idrocarburi ENI-Treccani Vol. II pag. 3, che è una raffineria in cui si realizza una delle fasi più impattanti a livello ambientale, quella che necessita di una fase di incenerimento. Pertanto, agli abruzzesi va detto in maniera chiara che si vuole realizzare una raffineria galleggiante di fronte alla loro costa".

Il Presidente Primavera ha anche detto che in Italia attualmente sono in funzione tre raffinerie (Falconara Marittima, Taranto e La Spezia), "in realtà - aggiungono da Legambiente e Wwf " abbiamo anche Augusta (Esso/Lukoil) Busalla (Iplom) Cremona (Tamoil) Gela (Eni) Livorno (Eni) Mantova (IES) Marghera (tutte le maggiori compagnie) Milazzo (Eni/Q8) Priolo (ERG/LUKoil) Ravenna (Alma Petroli) Roma (Total/ERG) Sannazzaro de' Burgondi (Eni) Sarroch (Saras) Trecate (Esso/ERG) Ravenna (Agip/Eni). Di fronte a tante e tali clamorose inesattezze - concludono  -è palese che non può essere certo Confindustria a poter fare da garante, come ha proposto Primavera, a questo dannoso progetto".

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