Il fidanzatino le scatta una foto in intimità: per due anni viene minacciata e obbligata a rapporti sessuali con altri

La tragica storia di una 16enne vastese, che finalmente si è decisa a denunciare l'ex e il suo complice. I due, minorenni, sono accusati di riduzione in schiavitù per lo stato di soggezione continuativa, violenza sessuale di gruppo, violenza privata, pornografia minorile, cessione di stupefacenti

Ha vissuto due anni da incubo, in balia delle violenze, fisiche e psicologiche, di due ragazzi poco più grandi di lei. Poi, finalmente, una ragazza di quasi 16 anni ha deciso di liberarsi del peso che la vessava, rivolgendosi ai carabineri della stazione di Vasto. Da loro è arrivata l’8 maggio ed è riuscita a confidarsi come non aveva fatto neppure con l’amica del cuore. E da quei racconti, terribili a detta di chi li ha ascoltati, sono iniziate le indagini che hanno portato, stamani, all’arresto di due minorenni vastesi, che ora sono in un istituto minorile romano. 

I due sono accusati di riduzione in schiavitù per lo stato di soggezione continuativa, violenza sessuale di gruppo, violenza privata, pornografia minorile, cessione di stupefacenti, tutti reati commessi in concorso tra loro. E non è escluso che nei prossimi giorni altri giovanissimi possano essere denunciati, considerato che, dai racconti della vittima, le violenze non venivano commesse soltanto dai due finiti in manette. 

Tutto inizia alla fine dell’estate 2016, quando Antonella (nome di fantasia, ndc), che ha appena compiuto 14 anni, conosce Marco (altro nome di fantasia, ndc), poco più grande di lei. I due ragazzi iniziano una relazione sentimentale come ce ne sono tante a quell’età. Insieme fanno le prime esperienze e ci sono i primi approcci sessuali. Quello che Antonella non sa, però, è che il fidanzato la riprende e la fotografa nei momenti di intimità. E quel materiale, di fatto pornografia infantile, diventa a lungo lo strumento di un orrendo ricatto: Antonella è obbligata a fare ciò che Marco le ordina. In caso contrario, lui minaccia di rendere pubblici online quei video e quelle foto. 

Antonella entra in una spirale di violenza e sudditanza psicologica. I suoi voti a scuola calano drasticamente, è costantemente bersagliata dai messaggi di Marco e dalle sue minacce: lui pretende prestazioni sessuali. Dopo poco tempo, a lui si aggiunge anche un amico, anch’egli arrestato questa mattina. E a breve la faccenda diventa ancora più orribile: vengono coinvolti altri ragazzini minorenni, Antonella è obbligata a essere sessualmente disponibile per tutti loro. In un’occasione, poi, il branco le offre uno spinello, con l’obiettivo di renderla più disinibita. E Antonella viene immortalata mentre fuma: anche questa foto viene usata come strumento di ricatto. 

La giovanissima diventa, di fatto, la schiava del branco, obbligata a fare tutto ciò che i ragazzini le chiedono, come i carabinieri hanno raccontato in conferenza stampa mostrando anche messaggi e audio scambiati tra la vittima e l’ex. “Vedi che ho fatto bene a non eliminare la foto?”, le scrive lui in un’occasione.

Finché, un mese fa, Antonella si fa coraggio, grazie alla conoscenza con un nuovo ragazzo, e dopo essere venuta a sapere che anche il suo aguzzino ha una nuova fidanzata. L’8 maggio entra nella caserma dei carabinieri di Vasto e con grande forza d'animo racconta il suo lunghissimo incubo.

In un’audizione protetta, a cui ha partecipato anche un’esperta in comunicazione adolescenziale, consulente del centro antiviolenza Donnattiva di Vasto, la ragazzina racconta i due anni in cui ha vissuto da preda. Almeno due o tre volte a settimane, è stata costretta a subire violenze sessuali in luoghi diversi. La prima volta a casa di Marco, poi in garage, casolari abbandonati, posti dove i predatori potevano agire indisturbati. La madre non sapeva nulla, ha scoperto tutto il giorno della denuncia. 

I carabinieri hanno raccontato che i tre protagonisti di questa storia, la vittima e i due aguzzini, sono tutti studenti in scuole superiori della città, provenienti da famiglie normali senza alcun problema o disagio che possa quantomeno spiegare l’orrore commesso dai ragazzini. Anche Antonella, che ha quasi 16 anni, è una ragazza normale, precipitata suo malgrado in un incubo troppo più grande di lei, e che a lungo l’ha fatta sentire in colpa, nonostante fosse solo vittima della violenza di altri. 

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