Piscina, Marzoli: "Se ci sono atti intimidatori, vengano denunciati"

Dopo l'ennesimo raid vandalico allo stadio del nuoto, il consigliere Pd incalza i gestori della struttura e il Comune a predisporre dispositivi per la sicurezza e rivolgersi alle forze dell'ordine per tutelare un bene comune

“Basta piagnistei: si garantisca la sicurezza della piscina comunale”. Così tuona Alessandro Marzoli, consigliere comunale Pd e componente della V commissione Sport, dopo l’ennesimo raid vandalico allo stadio del nuoto di via Maestri del Lavoro

Lì, nella notte fra martedì e mercoledì, ignoti si sono introdotti nell’area esterna della struttura, gettando in vasca tutto ciò che hanno trovato, compresi due robot pulitori, per un danno totale che, secondo i gestori, sfiora i 15mila euro. 

Ma dopo l’ennesimo episodio simile, Marzoli punta il dito: “Quanto accade intorno alla piscina comunale di Chieti da qualche anno a questa parte non è più sostenibile per la nostra comunità. Ancora una volta assistiamo basiti a lamenti ed invettive, contro non si sa chi, da parte del gestore che ha l'onere di garantire la sicurezza e l'integrità della struttura. Non è accettabile che chiunque possa accedere facilmente negli spazi della piscina comunale di Chieti e danneggiarla indisturbato, soprattutto dopo che episodi simili si sono già verificati nel recente passato. La piscina è un bene pubblico e come tale va preservato. Quali dispositivi di sicurezza sono stati predisposti per evitare le incursioni esterne? E quali controlli ha fatto fino ad oggi il Comune di Chieti per garantire spazi e vasche di pubblica proprietà?”. 

E si rivolge direttamente al presidente della Teate Splashing, Gianfranco Puddu, che ha lamentato l’ennesimo atto intimidatorio: “Sporga denuncia dettagliata allora, e l'ente comunale si costituisca parte civile, ma per cortesia basta vittimismi e piagnistei. Se ci sono problemi di protezione della struttura si facciano gli interventi necessari: telecamere, vigilantes privati, lucchetti e tutto ciò che serve. Da quanto tempo le videocamere di sorveglianza non sono funzionanti?”. 

Un problema, quello delle telecamere, già emerso nel raid dello scorso febbraio, quando ignoti avevano portato via la cassaforte, arrivando a rompere con un piccone i muri degli spogliatoi e sradicando persino le gettoniere delle docce. 

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“La piscina comunale della nostra città e i suoi dipendenti - incalza il consigliere Marzoli - devono poter vivere serenamente mentre atleti e famiglie devono poter programmare la stagione sportiva senza dubbi sul futuro. Tutto ciò non sta avvenendo. I cittadini di Chieti non possono pagare di tasca loro canoni di affitto non corrisposti e danni ad un bene pubblico dal valore economico e sociale inestimabile”.

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