Danni per milioni di euro all'agricoltura, Coldiretti chiede lo stato di calamità naturale

Un anno di lavoro in fumo e settore in ginocchio tra raccolto distrutto, campi allagati e serre devastate

Dopo la Cia, anche Coldiretti chiede che venga proclamato lo stato di calamità, a seguito della grandinata che ieri, oltre a provocare pesantissimi danni ad auto, abitazioni, strade e locali, ha devastato le colture. I danni all'agricoltura, infatti, ammontano a diversi milioni di euro, tra piante sradicate, serre divelte, frutta come le pesche, le mele ed i kiwi flagellata come pure meloni e pomodori, ma anche campi allagati e grano e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer.

Questi i dati che emergono dal primo monitoraggio effettuato a livello nazionale dalla Coldiretti sugli effetti delle tempeste che hanno colpito le campagne italiane dove è necessario avviare le procedure per la richiesta dello stato di calamità.

In Abruzzo e sulla costa chietina, i chicchi dalle dimensioni del tutto anomale hanno provocato danni alle coltivazioni prossime alla raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. La situazione è stata aggravata dalla pioggia violenta che ha allagato campi e strutture.

Maggiormente colpite le zone costiere, con particolare riferimento a Pescara e Francavilla per la grandine, ma senza risparmiare il Fucino e le aree piu' interne, dove la pioggia violenta e alcune grandinate (Trasacco e Ortucchio) hanno devastato alberi, capannoni, serre e ortaggi in campo, lasciando una scia di devastazione per tante aziende agricole in un momento delicato per le colture.

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Problemi sulla costa ma anche nelle aree collinari della regione, in linea purtroppo con un clima sempre più anomalo e imprevedibile. I danni sono ingenti e hanno colpito ogni tipologia di realtà produttiva con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma delle attività del prossimo futuro.

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