Incendio sulla Majella: oltre cento uomini impegnati in Abruzzo

Un volontario della protezione civile è finito in rianimazione. Quasi 1500 ettari di bosco distrutti dalle fiamme

foto: Parco nazionale Majella

Oltre cento uomini sono impegnati in Abruzzo, tra vigili del fuoco, forze della protezione civile, alpini e volontari, con l’utilizzo anche dei nuovi droni, nel tentativo di spegnere l’incendio del Morrone, sulla Majella, che brucia da più di dieci giorni. Uno sforzo straordinario che ha portato anche un volontario della protezione civile in rianimazione per un trauma cranico facciale riportato, sembra, a causa della caduta di un masso. L’infortunio aggrava una situazione già drammatica sulla montagna di Celestino V, con quasi 1500 ettari di bosco distrutti dalle fiamme, animali arsi vivi e soprattutto con i focolai ancora non domati e sparsi nei luoghi più inaccessibili della montagna.

L’aria nella valle Peligna è sottoposta a controllo dell’Arta, l’agenzia regionale di tutela dell’ambiente, che ha installato tre postazioni di monitoraggio. L’aeroporto d’Abruzzo ha messo a disposizione quattro canadair impegnati insieme all’elicottero Erikson nel tentativo di spegnere i roghi insieme con altri due mezzi aerei sono stati inviati dal governo francese in aggiunta ai due canadair della Protezione Civile italiana.

Trovati gli inneschi

Secondo la procura di Sulmona, che ha aperto un’inchiesta, è ormai certa l’origine dolosa della grande maggioranza degli incendi causati come ha detto il procuratore capo Giuseppe Bellelli “da un’unica mano”. Intanto sono stati trovati altri due inneschi dai vigili del fuoco uno dei quali nella zona Pratola Peligna (L’Aquila). Per gli incendi sul Morrone sono stati già ascoltati cinque testimoni, in qualità di persone informate dei fatti, e le indagini proseguono incessantemente.

Sulla vicenda è intervenuto anche Gianni Melilla deputato abruzzese di Mdp che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Gentiloni, sulla situazione del Morrone. Per chiedere decisioni “straordinarie e immediate per far fronte all’emergenza”. “Un immenso patrimonio naturale è stato distrutto - ha sottolienato Melilla, avvertendo che - le popolazioni della Valle Peligna stanno sopportando un disagio enorme con situazioni di pericolo per le aree abitate più vicine ai vari incendi appiccati da mani criminali”. 

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