Rems a Guardiagrele: il Tar invita alla riflessione

Accolto il ricorso di "Guardiagrele il Bene in Comune". Sarà incaricata una commissione ministeriale di valutazione. Dal Pozzo: "riprendere il dialogo con la Regione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il TAR Abruzzo, con l'ordinanza n. 85/2015, ha demandato al Ministro della Giustizia la nomina di una commissione di tre membri per verificare la compatibilità della REMS con il presidio ospedaliero di Guardiagrele.

Il TAR si è così pronunciato sul ricorso promosso da "Guardiagrele il bene in comune" lo scorso mese di novembre 2014 contro la decisione di collocare la REMS nel presidio di Guardiagrele. Il provvedimento del Tribunale, che fa seguito ad altri pronunciamenti interlocutori degli ultimi mesi, invita la ASL a non procedere oltre nei lavori e dimostra che i problemi sollevati sono reali. Il TAR ha ritenuto necessario verificare se sia possibile procedere oltre in una operazione provvisoria in vista della definitiva collocazione della REMS a Ripa Teatina. Condividiamo la battaglia di civiltà per l'eliminazione degli OPG, ma sappiamo anche che le misure provvisorie sono in discussione a livello nazionale: non tutte le REMs sono state attivate (come nel caso del Lazio) e, anzi, si parla anche di un ripensamento visto e considerato che il numero delle persone coinvolte è di gran lunga inferiore rispetto alle stime iniziali.

La Commissione ministeriale dovrà riferire al TAR entro il mese di Luglio e il ricorso sarà discusso a Settembre. Poiché abbiamo sempre ritenuto che la vicenda della REMS è ovviamente connessa al destino del presidio di Guardiagrele, utilizzeremo questi mesi per riprendere il necessario dialogo con la Regione, cui fa capo la programmazione sanitaria soprattutto in vista dell'auspicata uscita dal commissariamento. La difesa dell'ospedale è, come abbiamo detto negli ultimi anni, una difesa del diritto alla salute in un'area nella quale la disattivazione di posti letto senza la preventiva attivazione dei servizi necessari (un distretto che sia completo e che funzioni e posti letto di degenza medica e lungodegenza per dare assistenza alla popolazione soprattutto anziana dell'entroterra) e senza la garanzia di servizi di pronto soccorso ed emergenza-urgenza h24, significherebbe mortificare il diritto alla salute.

Simone Dal Pozzo rappresentante di "Guardiagrele il Bene in Comune"

Torna su
ChietiToday è in caricamento