Lanciano: gay esclusi dalla donazione, le regole per i donatori cambieranno

L'associazione Johnatan aveva presentato una diffida alla Asl, che assicura: il documento presentato agli aspiranti donatori del Renzetti cambierà. Il consigliere comunale Caporale (Verdi) presenta una diffida al sindaco Pupillo

L'ospedale di Lanciano

Il decalogo del buon donatore del centro trasfusionale di Lanciano sarà modificato. Lo annuncia la direzione generale della Asl, che assicura di non aver mai avuto l’intenzione di “ledere la sensibilità o la dignità di chiunque ed esprime rammarico se il documento ha discriminato e offeso categorie di cittadini che hanno diritti pari a tutti gli altri”.

È l’epilogo di una bufera cominciata qualche giorno fa, quando l’associazione Johnatan Diritti in movimento ha presentato una diffida all’azienda sanitaria per discriminazione nei confronti delle persone gay. Da anni, infatti, chi va nell’ospedale "Floraspe Renzetti" per donare il sangue, riceve un documento in cui sono elencati i comportamenti a cui attenersi per tutelare al massimo la propria salute. Tra i criteri di esclusione alla donazione, oltre all’assunzione di droghe o alla positività a varie malattie, ci sono anche i rapporti omosessuali o con persone sconosciute, che renderebbero a rischio la donazione per la facilità di contrarre epatiti, malattie veneree, virus Hiv, patologie letali per il ricevente.

Oltre alla discriminazione nei confronti degli omosessuali, ciò che proprio non va giù all’associazione Jonhatan è che nel documento consegnato agli aspiranti donatori non si specifica che i rapporti non protetti sono sì rischiosi, ma indifferentemente dal sesso del partner. Non esiste infatti alcun dato scientifico che dimostri che i rapporti omosessuali comportino un numero maggiore di malattie. L’unico modo per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale è l’uso del preservativo

La costituzione italiana, inoltre, all’articolo 3 ricorda che tutti cittadini hanno pari dignità sociale “senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”. In più, sono passati quasi 40 anni da quando, nel 1973, l’associazione degli psichiatri americani ha depennato l’omosessualità dall’elenco dei disordini mentali, segno che non c’è nulla di pericoloso o deviante nell’avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale frentano Alex Caporale (Verdi), che ha presentato un’interrogazione al sindaco, Mario Pupillo, “per sapere se intenda intraprendere ogni più utile azione al fine di rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano l’eguaglianza di tutti i cittadini lancianesi”.

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Ora che la Asl ha assicurato che i criteri di esclusione dalla donazione cambieranno, rimane da cancellare lo stereotipo ottuso secondo cui soltanto gli omosessuali hanno comportamenti promiscui che possano mettere a rischio la salute.

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