Tre foci di fiumi in Abruzzo sono molto inquinate: si trovano tutte in provincia di Chieti

Il risultato del dossier Mare Mostrum di Goletta Verde, a seguito dei prelievi effettuati nelle scorse settimane

Le foci dei fiumi Alento, a Francavilla al Mare, Feltrino, a San Vito Chietino e del canale in località La Foce a Rocca San Giovanni sono i punti più inquinati fra gli 8 presi in considerazione dallo staff di Goletta Verde, la campagna di Legambiente che ha realizzato il dossier Mare Monstrum, sulla base dei prelievi effettuati il 18 e 19 giugno scorsi. Secondo i dati riscontrati dalle analisi, i tre punti risultano molto inquinati, mentre, nel chietino, risulta entro i limiti solo la foce del fiume Sinello, a Casalbordino. 

Legambiente continua a denunciare il permanente problema con le foci dei fiumi, dove risulta depurazione assente o comunque non efficace. 

In particolare, la foce del fiume Feltrino quella del canale “la Foce” erano risultate fortemente inquinate già nei due anni precedenti. Così come quella del Fiume Alento, anch’essa risultata fortemente inquinata come l’anno scorso, quando i tecnici hanno iniziato a monitorarla.

Gli altri cinque punti monitorati sono invece risultati con valori dentro i limiti di legge. Tra questi altre due foci, quella del fiume Vibrata e quella del fiume Sinello, segno, per Legambiente,

che non ci si può certo rassegnare a pensare che alcuni punti critici, solitamente non monitorati dagli enti, siano inevitabilmente inquinati, ma piuttosto  è necessario spingere le amministrazioni a mettersi in rete e confrontarsi per migliorare la depurazione e la qualità dell’acqua dei fiumi che poi arrivano nel mare.

Con il nostro monitoraggio, è bene ribadirlo, non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause.

Per Mattia Lolli, portavoce della Goletta Verde: 

È ora di dire basta ad ogni forma di alibi e intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente a partire dalla gestione delle acque reflue e al miglioramento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare. L'obiettivo del nostro viaggio è mantenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale e il marine litter. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l'attenzione del Governo, e spesso anche della amministrazioni locali, sia diretta su tutt'altro.

Dichiara Giuseppe Di Marco, pres. Legambiente Abruzzo:

La situazione delle acque abruzzessi conferma l’inversione di tendenza dello scorso hanno, grazie anche ad investimenti consistenti nel sistema di depurazione: l’importante è continuare in questa direzione ed accelerare sugli interventi in corso. In particolare, deve essere riversata una forte attenzione sulle criticità di alcuni punti della Costa dei Trabocchi che comunque quest’anno guadagna le tre velle della giuda Blu, a tesimonianza di un impegno sempre più crescente di tutti gli attori del territorio.

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