Scritta "Dux" a Villa Santa Maria, il dibattito si infiamma

Il parlamentare del Pd, Camillo D'Alessandro chiede di trasformare la scritta in "Pax". Contrari saggista Marco Patricelli e il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano

Ha scatenato un vero e proprio dibattito la scritta “Dux” ricomparsa sulla roccia di Villa Santa Maria. Dopo l'interrogazione parlamentare da parte del deputato abruzzese del Partito Democratico, Camillo D’Alessandro che ne ha chiesto l’immediata cancellazione seguita dalla successiva replica, contraria, del sindaco di Villa Santa Maria, Giuseppe Finamore, la discussione si è infiammata.

Sul tema è tornato Camillo D’Alessandro con una proposta.

"Vorrei ricordare al sindaco che proprio accanto a quella roccia, c'è il sacrario della Brigata Maiella, dove sono scolpiti i nomi di coloro che donarono la vita per liberarci dall'occupazione nazista - continua D'Alessandro - Invito il sindaco di Villa Santa Maria non a cancellare quella scritta, ma a trasformarla da 'Dux' in 'Pax', basta semplicemente cambiare due lettere". "Potrebbe così inaugurare nell'ambito della promozione sportiva delle 'scalate sulla roccia', le 'scalate della pace' - conclude il deputato dem - Villa Santa Maria così potrebbe guadagnare l'onore dell'attenzione nazionale, in questo caso con una scelta da vero attrattore turistico, lasciando in perenne memoria la risposta dell'Italia democratica nata dalla Liberazione, la 'Pace'. Così ci sarebbe un vero turismo e non un turismo nostalgico alla Predappio. Mi auguro che il sindaco di Villa Santa Maria non sia sordo alle mie parole e apra una riflessione collettiva sulla mia proposta".

Contrario alla cancellazione della scritta, invece, si è detto il saggista Marco Patricelli. “È da respingere, da chiunque abbia buon senso e un minimo di cognizione, l'idea che la storia sia una specie di torta millefoglie di cui ognuno si prende solo lo strato che gli piace, perché nei suoi gusti ideologici". "La proposta poi di cambiare due lettere e trasformare Dux in Pax aggiunge anche un risvolto patetico a quello che è un mero retaggio del passato il cui significato storico e politico è noto a tutti, inutilmente rivangato con immancabile sdegno iconoclasta. Quella scritta va accettata e mantenuta così com'è perché è legata alla nostra storia, ed esprime solo ed esclusivamente sé stessa". Per Patricelli "la storia va studiata e conosciuta, non fatta a pezzetti per un uso strumentale politico". "Se passasse quest'assurdo principio sul periodo del Ventennio, come nel caso di Villa Santa Maria - aggiunge - dovremmo scalpellare i fasci littori da migliaia di tombini delle città italiane, dalle fontane dei paesi di montagna, dalle lapidi apposte sulle chiese con i caduti delle guerre di Spagna e di Etiopia, dai numeri civici delle case, dalle targhe celebrative che spiccano persino su palazzi antichi e monumenti".

"Una tempesta in un bicchiere d'acqua minerale: non si puo' avere paura della storia". Sceglie Ennio Flaiano il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano "Un'iscrizione realizzata nel 1940- ricorda Pagano- che e' stata ripulita di recente per iniziativa del sindaco Pino Finamore in un progetto di valorizzazione della zona che costituisce, comunque la si pensi, un retaggio della nostra storia nazionale che va accettata, discussa e criticata per quello che e', ma non rimossa. Additare questa scritta- prosegue il senatore forzista- come fosse un pericoloso segnale visivo sovvertire dei valori costituzionale e di esaltazione del ventennio, rivela una profonda miopia politica prima ancora che storica". Per Pagano "la storia non puo' essere manipolata ideologicamente: e' un gioco pericoloso e dalle conseguenze paradossali".

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