Donazione organi: anche a Chieti si può esprimere l'assenso sulla carta d'identità

Finora solo 2 cittadini hanno usufruito di questa possibilità, per entrare nel database del Centro trapianti. La scelta è revocabile in ogni momento

Finalmente anche a Chieti si può indicare sulla carta d’identità l’assenso alla donazione di organi e tessuti. Una possibilità finora poco nota in città, tanto che, a un anno dall’adesione a “Una scelta in Comune”, approvata dalla giunta il 28 aprile 2015, solo due cittadini, al rinnovo del documento, hanno chiesto di indicare la propria volontà nero su bianco. 

Prima, però, i cittadini devono riempire un modulo in cui dichiarano la disponibilità a dare organi e tessuti. La scelta viene immediatamente registrata nel Sistema informativo trapianto, il database del Centro nazionale trapianti, che può essere consultato dai medici del coordinamento regionale per verificare la volontà del paziente, qualora sia stata accertata la morte cerebrale. La scelta è revocabile in ogni momento e, qualora il cittadino non indichi alcuna preferenza, spetterà ai familiari decidere. 

Se a Chieti la cultura della donazione degli organi non è ancora fortemente radicata, San Giovanni Teatino, nei mesi scorsi, si è dimostrata molto sensibile al tema, tanto da segnare un record. In 6 mesi, infatti, sono state 188 le manifestazioni di volontà, di cui 173 positive. “Una scelta in Comune” è attiva da tempo anche a Fossacesia e Francavilla al Mare

Anche a Chieti si spera di raggiungere risultati tanto positivi, visto anche l’impegno associativo di realtà come l’Aido, presieduto da Stefania Fasciani, che poco più di un anno fa aveva raccontato la sua storia di trapiantata a Chieti Today. 

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La generosità delle famiglie, pur in un momento tragico come quello della morte di un proprio congiunto, è riuscita a generare veri e propri miracoli. Come il caso dell’anziana teatina di 80 anni che ha donato il fegato ad un uomo di 60. O i reni e le cornee espiantati da un paziente di 50 anni di Lanciano, che hanno ridato la vita a pazienti dell’ospedale aquilano San Salvatore.

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