Arrivano dieci nuove concessioni balneari alla stazione di Tollo

Il presidente Stazione Ornitologica Abruzzese, Massimo Pellegrini: "Si insiste nell'antropizzare una costa abruzzese già alterata per il 90%"

"Stop a nuove concessioni balneari a Ortona in una delle poche aree ancora non definitivamente artificializzate della costa abruzzese che presenta ancora preziose fasce dunali residue; sì alla revisione di strumenti urbanistici completamente errati che prevedono ombrelloni, strade e percorsi letteralmente sulle dune" commenta così il Presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese onlus,  Massimo Pellegrini l'avviso pubblicato il 30 aprile dal Comune di Ortona per l'assegnazione di dieci nuove concessioni balneari stagionali nel tratto di spiaggia antistante la stazione di Tollo.

"La scelta si basa sulle sconsiderate previsioni del Piano del Demanio marittimo comunale del 2011, ancora vigente. Secondo l'avviso la giustificazione alla base della decisione è che dopo la realizzazione di un tratto della strada Postilli-Riccio, si può procedere con l'assegnazione delle spiagge antistanti. Alcune delle concessioni interessano direttamente punti dove il fratino ha nidificato negli anni scorsi. Invece di riflettere sull'errore di aver realizzato quella strada milionaria, fortemente contestata all'epoca della costruzione, che ha appesantito di cemento un tratto di costa ancora integro, si insiste con il passo successivo, il rilascio delle concessioni. Si aumenta così l'afflusso di persone e, quindi, l'impatto antropico, direttamente sulle ultime fasce di dune e sulla rara flora e fauna di questo ambiente sempre più localizzato".

Secondo la SOA "con i cambiamenti climatici che stanno determinando l'innalzamento del livello marino, con i gravi problemi per la qualità delle acque lungo la fascia costiera del comune che dovrebbero essere risolti come priorità, con le specie delle dune, dal Fratino al rarissimo Giglio di Mare sempre più rare, un'amministrazione coscienziosa avrebbe immediatamente cercato di cambiare un Piano sbagliato, invece di darne applicazione con un eccesso di zelo degno di miglior causa".

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