Debiti della piscina, il Pd si rivolge alla Corte dei Conti

Teate Splashing non paga i canoni dovuti al Comune dal 2012, per un debito che supera i 200mila euro. Il presidente ammette: "Ci sono difficoltà che abbiamo sempre comunicato al Comune, ma abbiamo fatto anche lavori non dovuti"

Canoni non pagati dal 2012, per un totale di 225mila e 547 euro, dovuti dalla Teate Splashing, società che proprio tre anni fa si è aggiudicata il rinnovo per la gestione ventennale della piscina di via Maestri del Lavoro, al Comune di Chieti. E il Partito Democratico insorge, annunciando un esposto alla Corte dei Conti “per accertare – spiega il consigliere Alessandro Marzoli – se ci siano state inerzia e un danno economico per la città”.

“Se Teate Splashing non è in grado di gestire l’impianto e di pagare – aggiunge circondato dai colleghi di partito Chiara Zappalorto, Luigi Febo e Alessio Di Iorio, insieme ad iscritti al Pd – allora chiediamo che venga affidato temporaneamente a Teate Servizi, che secondo noi è in grado di gestirlo. Ma non è possibile chiudere la piscina: sarebbe un danno troppo grave per gli utenti e per gli atleti professionisti”.

Sullo stadio del nuoto, sin dalla firma della convenzione, ad agosto 2012, il Pd chiese clausole chiare che tutelassero tutti i soggetti coinvolti. Altre due interrogazioni furono presentate nel 2013, dopo una lettera di Gianfranco Puddu, presidente di Teate Splashing, che ammetteva ritardi nel pagamento dei canoni idrici, e nel 2014. Perché ai debiti con il Comune, la società aggiunge anche ritardi nel pagamento degli stipendi.

Un buco che, secondo quanto certificato da una lettera inviata proprio a Teate splashing lo scorso giugno, con l’intimazione di pagare i canoni dovuti, ammonta a più di 200mila euro, a cui ha contribuito il mancato pagamento, dal 2012, del dovuto canone semestrale da 32.500 euro.  

Puddu e i suoi, dal canto loro, ammettono le difficoltà “che non abbiamo mai nascosto al Comune”, ma puntualizzano anche di aver realizzato, nell’impianto, lavori di riqualificazione per circa 1 milione di euro, “alcuni non dovuti dalla convenzione con il Comune: noi siamo disposti a restituire la piscina – dice il presidente – ma allora ci rimborsino dei soldi spesi”. 

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