Crollo palazzo d'Avalos, martedì la Regione stanzia i primi fondi

Il presidente D'Alfonso è arrivato a Vasto nel tardo pomeriggio, assicurando che la prossima seduta di giunta erogherà risorse variabili in base alla prima perizia del Genio Civile. Via Porta Palazzo rimane chiusa, mentre due famiglie sono state evacuate

Le prime risorse per la sistemazione del muro di cinta di palazzo d’Avalos saranno erogate martedì (27 gennaio), nella prossima seduta della giunta regionale. Lo ha annunciato ieri (sabato 24 gennaio), a Vasto, il presidente Luciano D’Alfonso, che è arrivato nel tardo pomeriggio sul luogo della frana.

“Mi impegno – ha detto – perché questa ferita che ha colpito nel cuore la città del Vasto venga rimarginata”. Non è ancora possibile stabilire quale sarà la somma stanziata dalla Regione: dipenderà dalla prima perizia del Genio Civile.

“Palazzo d’Avalos – ha detto D’Alfonso – oggi è escluso dal movimento franoso, ma dobbiamo lavorare affinché non ne venga coinvolto in seguito”. La Regione si coordinerà con Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione Civile, che il mese scorso era stato in Abruzzo e aveva effettuato un sopralluogo proprio sul costone orientale del centro storico.

Anche la soprintendenza ai Beni archeologici ha fatto un’ispezione, senza rilevare “importanti lesioni”.

Intanto nella giornata di ieri sono state fatte evacuare le due famiglie residenti nella palazzina proprio accanto al muro crollato. Via Porta Palazzo rimane chiusa al traffico. Era sotto controllo dal 2012, quando crollò un pezzo di terreno che si portò via una palma e un pezzo di ringhiera.

Il sindaco, Luciano Lapenna, ha spiegato che "la parte interessata dal cedimento è quella più delicata, interessata alla frana del 1956". Su indicazione dei tecnici comunali sono stati svuotati i pozzi che della zona orientale.

Da ieri, palazzo d’Avalos è sorvegliato speciale: personale e visitatori non possono accedere alla parte della zona archeologica, dove ci sono i giardini napoletani.

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Del crollo ha parlato anche Antonio Di Pietro, che proprio sulla balconata crollata fece scattare le foto di 7 edizioni della festa nazionale dell’Italia dei Valori, a cui partecipò anche l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi. “Un pezzo di cuore e di ricordi – ha detto – è caduto insieme a quel davanzale che ricordiamo con tanto affetto”. 

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