Coronavirus, l'Intersindacale denuncia: "Medici lamentano ancora scarsità dei dispositivi di protezione"

La rappresentanza sindacale del personale sanitario chiede la distribuzione dei dispositivi entro la fine del "per evitare che i medici convenzionati siano costretti a proclamare lo stato di agitazione"

L'Intersindacale sanità Abruzzo ha inviato una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio per lamentare come la "stragrande maggioranza dei medici convenzionati lamentano ancora scarsità e occasionalità di distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e temono di potersi contagiare  nel corso di visita ad assistiti asintomatici e paucisintomatici portatori di Covid‐19 a loro insaputa".

Nella lettera si legge che "il comma 5 dell’articolo 1 della Legge n° 27 del 24 aprile 2020 prevede che i medici convenzionati, come gli operatori sanitari dipendenti, debbano essere riforniti dei dispositivi di protezione individuale dagli Enti del Servizio Sanitario Nazionale".

Per quanto riguarda le modalità di disribuzione l'Intesa sindacale specifiche che "i dispositivi (mascherine chirurgiche, mascherine Ffp2, camici monouso, guanti e visiere/occhiali) dovranno essere recapitati dalla Protezione Civile abruzzese alle Aziende che attraverso i venticinque Distretti sanitari della Regione Abruzzo, i quali li distribuiranno ai medici convenzionati ponendo fine all’attuale modalità di insufficiente, episodica e cervellotica distribuzione che la Protezione Civile ha effettuato e continua ad effettuare attraverso la disponibilità degli Ordini dei Medici ed Odontoiatri Provinciali".

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Sui tempi l'Intersindacale chiede che "la regolarità  di distribuzione dei dispositivi avvenga entro la fine dl mese di maggio per evitare che i medici convenzionati siano costretti a proclamare lo stato di agitazione".

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