Convegno no gender a Lanciano, proteste dall'Arcigay: "Discriminatorio"

Il convegno organizzato nell’officina storica Sangritana e patrocinato dall’arcidiocesi Lanciano-Ortona, ha scatenato un coro di proteste, generando decine di commenti sui social network e persino un post assai critico del gruppo frentano Management del dolore post operatorio

Il post dei Management del dolore post operatorio

Il convegno “No gender, sì famiglia maschio e femmina”, organizzato nell’officina storica Sangritana per il prossimo 8 gennaio, a Lanciano, dall’omonimo comitato e patrocinato dall’arcidiocesi Lanciano-Ortona, ha scatenato un coro di proteste in città, generando decine di commenti sui social network e persino un post assai critico sulla pagina Facebook del gruppo frentano Management del dolore post operatorio. 

L’Arcigay provinciale, tramite il presidente Adelio Iezzi punta il dito contro “l’intento discriminatorio degli organizzatori, che dietro una fantomatica - e peraltro inesistente - teoria del gender, che secondo loro verrà presto introdotta nelle scuole, intendono opporsi a qualsiasi tipo di riconoscimento dei diritti civili di coppie omosessuali”. 

Il vespaio “no gender” è sorto la scorsa estate, con la diffusione di voci, infondate, della presunta introduzione di una “teoria gender” nei programmi didattici delle scuole primarie. Così, di voce in voce, il fraintendimento è esploso fino a scatenare gli allarmi di decine di genitori, preoccupati che i propri figli potessero affrontare in classe temi inappropriati per la loro età. Di vero, nella diffusione della fantomatica “teoria gender” nelle scuole, non c’è sostanzialmente nulla

Ma i timori si sono diffusi fino a che, a cavallo di Capodanno, a Lanciano sono comparse le locandine che annunciano il convegno a cui parteciperanno l’avvocato Gianfranco Amato, presidente di Giuristi per la vita, associazione che difende “il diritto alla vita dal concepimento alla morte”, l’arcivescovo di Lanciano-Ortona monsignor Emidio Cipollone, e il giornalista Alessandro Di Matteo

Spiace constatare - riprende il presidente della sezione chietina di Arcigay - come a Lanciano si consumerà, sotto l'egida dell'arcivescovo, una brutta e triste pagina discriminatoria e diffamatoria, nell'ambito di un convegno, dove peraltro non viene previsto contraddittorio, come invece viene richiesto sempre quando si cerca di parlare di diritti civili con la presenza di prelati o cosiddette opinioni divergenti, e dove ad un noto personaggio fomentatore che provoca polemiche in qualsiasi città si rechi, verrà data la parola per annunciare inesistenti minacce provenienti da una inesistente teoria. Cogliamo l'occasione per ricordare ai lettori che purtroppo l'Italia risulta ultima, ben distante perfino dalla sventurata Grecia, in tema di diritti civili; dunque la minaccia cosiddetta gender – ammesso che sia esistente - risulterebbe essere realmente misera se non riesce a far ottenere – da fin troppi anni ormai – uno straccio di riconoscimento, purché sia, delle coppie omosessuali”.

E ancora, Iezzi fa leva sul passato valoroso della città di Lanciano: “Spiace inoltre constatare - commenta - che proprio in una città Medaglia d'Oro al Valor Militare, che non ha esitato a ribellarsi perfino ai nazisti, avrà luogo questo imbarazzante convegno, che vede fin dal manifesto che lo pubblicizza, una “tipica” e “ariana” famiglia italiana con genitori e figli rigorosamente biondi”.

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Arcigay non risparmia rammarico nei confronti della Sangritana, storica azienda lancianese, che “offrirà ospitalità a suddetto spiacevole evento nella bella città frentana; ancora di più si avverte lo stridore rispetto a parole di apertura e comprensione pronunciate pochi anni fa dall'Arcivescovo Emerito di Lanciano-Ortona monsignor Ghidelli, che dichiarava “Penso di dover affermare il diritto naturale universale di ogni creatura al mondo, di contrarre nozze sia con membri della propria religione che di altre fedi. Si tratta di un diritto naturale e come tale non può essere negato”.

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