Il Consiglio di stato dà ragione ad uno studente di Chieti: può passare a Fisioterapia senza test

Confermata l'ordinanza del Tar di Pescara che ammette il passaggio da Scienze Motorie, corso non a numero chiuso, a quello che prevede l'accesso soltanto previo superamento dell'esame di ingresso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il Consiglio di Stato dà pienamente ragione al Tar di Pescara e rigetta l'appello cautelare proposto congiuntamente dal ministero dell'Istruzione e dall'università di Chieti, così ponendo un punto fermo nella tormentata vicenda di un giovane studente transitato da Scienze Motorie al corso di laurea in Fisioterapia senza aver acquisito l'idoneità al test di ingresso.

I giudici di Palazzo Spada hanno infatti pienamente legittimato l’interpretazione del Tar di Pescara. Secondo i giudici della seconda sezione del tribunale amministrativo abruzzese, lo studente di Chieti aveva il diritto a veder valorizzata la sua pregressa carriera senza dover sostenere il test, perché in presenza di posti vacanti. Hanno precisato, altresì, nell’ordinanza, che la valutazione di merito della domanda, implicando la verifica della compatibilità della preparazione maturata nel corso di provenienza, doveva essere effettuata non dalla segreteria studenti ma dal competente consiglio di facoltà.

Lo studente, sia davanti al Tar che al Consiglio di Stato, era assistito dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, del foro di Avezzano, che da anni si dedicano a questo genere di contenziosi. La vicenda ha contribuito ad alimentare il già acceso dibattito sull’utilità dell’accesso programmato ai corsi di laurea afferenti alle professioni sanitarie.

Non a caso, dopo la pubblicazione dell’ordinanza del Tar, era intervenuto anche il rettore della D'Annunzio, Sergio Caputi, per evidenziare che il provvedimento del Tar pescarese costituiva un precedente tale da rendere inutile il test d'ingresso e per questo motivo aveva persino sollevato un quesito al ministero dell'Istruzione ed Università.

Per l’avvocato Salvatore Braghini, però, un dato è certo: “La Federazione medici di medicina generale (Fimmg) ha lanciato da tempo l’allarme per gli italiani e la loro salute, in quanto da qui a 5 anni, per effetto dei pensionamenti, cesseranno di lavorare 45mila medici, di cui 30mila ospedalieri e 14.908 medici di famiglia, talché in 5 anni circa 14 milioni di italiani potrebbero rimanere senza medico di base”.

La vicenda ha acquisito i contorni di un caso nazionale, come documentato anche dalla partecipazione al giudizio di appello dell'Associazione Italiana dei Fisioterapisti, che si è costituita nella fase di appello, con l'avvocato Lorenzo Lamberti, per sostenere le ragioni dell'università e riaffermare la necessità del superamento del test per l’ammissione ai corsi di Fisioterapia.

La notizia del rigetto da parte del Consiglio di Stato schiude ora uno scenario del tutto diverso e favorevole allo studente nella direzione di stabilizzare gli effetti dell'ordinanza del Tar. Spiega tale passaggio l’avvocato Salvatore Braghini, il quale, pur ammettendo che "la riserva continuerà fino al novembre 2019, quando si terrà l'udienza per la trattazione del merito", osserva altresì che "l'orientamento delle due sezioni del Tar regionale abruzzese (L'Aquila e Pescara) sembra essere ormai più che consolidato nel favorire il transito ai corsi ad accesso programmato in presenza di posti non assegnati agli studenti stranieri”.

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